Autore Topic: Laboratorio artigiano di gastronomia: consumo sul posto su area pubblica.  (Letto 225 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Simone Chiarelli

  • Dott. Simone Chiarelli
  • Administrator
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 18.814
  • Dott. Simone Chiarelli
    • Mostra profilo
    • Chiarelli Simone
    • E-mail
Grazie per la risposta, tuttavia restano dubbi sulla legittimità in quanto le disposizioni di legge, art. 3, comma 1, lettera f-bis del d.l. 4 aprile 2006, n. 223 (convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n. 248) si riferiscono agli esercizi di vicinato, quindi attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,  non attività artigianali, che sono disciplinate da diversa normativa.
Inoltre, anche le più recenti sentenze del Consiglio di Stato che trattano ricorsi relativi al consumo sul posto si riferiscono al “consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l'esercizio di vicinato”, non presso laboratori artigiani, specificando peraltro che detto consumo è consentito “utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda”, non suolo pubblico. 
Dette sentenze inoltre sono intervenute a seguito di contenziosi riguardanti prevalentemente il “consumo sul posto” in relazione alla presenza o meno del servizio assistito, circostanza che lo contraddistingue e legittima rispetto all’attività di somministrazione.
La risoluzione n. 87473 del 9 marzo 2017, sopra indicata, che ovviamente come tutte le risoluzioni non ha efficacia cogente, ma fornisce solo indicazioni operative, aveva comunque precisato la tipologia di esercizi nei quali era consentito il consumo sul posto, anche se, come è ampiamente noto, negli esercizi artigiani che producono pizzette al taglio da anni viene effettuato il consumo sul posto e la predetta risoluzione non ne fa il minimo cenno.

Alla luce di quanto sopra è possibile avere i riferimenti normativi in base ai quali le attività artigianali possono consentire il consumo sul posto, ed eventualmente anche mediante l’utilizzo del suolo pubblico, dato che le norme sopra indicate parlano di locali dell’azienda?
Grazie ancora

Ciao Angelo, le osservazioni sono pertinenti.
Il tema della somministrazione non assistita è forse il più trattato in questo forum. Qui i nostri interventi:
https://www.google.com/search?q=site%3Aomniavis.it%2Fweb%2Fforum+somministrazione+non+assistita&oq=site%3Aomniavis.it%2Fweb%2Fforum+somministrazione+non+assistita&aqs=chrome..69i57j69i58j69i59j69i65j69i60.311j0j9&sourceid=chrome&ie=UTF-8

Ecco alcuni spunti:

1) alcune leggi regionali (vedi toscana) estendono espressamente la somministrazione non assistita anche agli panifici
2) il Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228 la estende all'imprenditore agricolo
3) anche dove non previsto dalla legge regionale è SUFFICIENTE che un artigiano alimentare (es. pizzeria a taglio) presenti scia di vicinato per 1 mq per vendere bibite e con questo escamotage diventa un esercizio che può fare somministrazione non assistita anche per i propri prodotti artigiani (visto che la norma formalmente non lo limita ai prodotti di natura commerciale)
4) le norme vanno interpretate in senso favorevole
5) nessun divieto è previsto per l'occupazione di suolo pubblico (quindi a condizione che non vi sia servizio al tavolo si può occupare anche per la somministrazione non assistita)

SFOGO: non comprendo questo accanimento contro iniziative pro-concorrenziali di apertura del mercato ... eppure dopo 15 anni ancora si dura fatica a mettere una macchinetta del caffè in una pizzeria al taglio e siamo a discutere se possono vendere caffè a cialde o con la macchinetta professionale da bar!!

Forum del Portale Omniavis.it

 


Offline Angelo

  • Membro Junior
  • **
  • Post: 53
    • Mostra profilo
Grazie per la risposta, tuttavia restano dubbi sulla legittimità in quanto le disposizioni di legge, art. 3, comma 1, lettera f-bis del d.l. 4 aprile 2006, n. 223 (convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n. 248) si riferiscono agli esercizi di vicinato, quindi attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,  non attività artigianali, che sono disciplinate da diversa normativa.
Inoltre, anche le più recenti sentenze del Consiglio di Stato che trattano ricorsi relativi al consumo sul posto si riferiscono al “consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l'esercizio di vicinato”, non presso laboratori artigiani, specificando peraltro che detto consumo è consentito “utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda”, non suolo pubblico. 
Dette sentenze inoltre sono intervenute a seguito di contenziosi riguardanti prevalentemente il “consumo sul posto” in relazione alla presenza o meno del servizio assistito, circostanza che lo contraddistingue e legittima rispetto all’attività di somministrazione.
La risoluzione n. 87473 del 9 marzo 2017, sopra indicata, che ovviamente come tutte le risoluzioni non ha efficacia cogente, ma fornisce solo indicazioni operative, aveva comunque precisato la tipologia di esercizi nei quali era consentito il consumo sul posto, anche se, come è ampiamente noto, negli esercizi artigiani che producono pizzette al taglio da anni viene effettuato il consumo sul posto e la predetta risoluzione non ne fa il minimo cenno.

Alla luce di quanto sopra è possibile avere i riferimenti normativi in base ai quali le attività artigianali possono consentire il consumo sul posto, ed eventualmente anche mediante l’utilizzo del suolo pubblico, dato che le norme sopra indicate parlano di locali dell’azienda?
Grazie ancora

Offline Simone Chiarelli

  • Dott. Simone Chiarelli
  • Administrator
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 18.814
  • Dott. Simone Chiarelli
    • Mostra profilo
    • Chiarelli Simone
    • E-mail
Buon giorno, un laboratorio artigiano di gastronomia chiede la possibilità di effettuare il consumo sul posto mediante posizionamento di alcuni tavoli e sedie su area pubblica adiacente l'esercizio. La Risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico n. 87473, del 9 marzo 2017, sembrerebbe escludere questa possibilità agli esercizi artigiani diversi dagli esercizi di panificazione. Inoltre nella fatispecie si tratterebbe anche di utilizzare arredi dell'azienda su suolo pubblico.
Possiamo avere un Vostro parere al riguardo?
Grazie

La Risoluzione (che peraltro ricordo NON è fonte del diritto) era sbagliata ed ormai è SUPERATA.

POSSIBILISSIMA la soluzione indicata (senza servizio al tavolo)
Trovi tutto qui:
https://www.google.com/search?q=site%3Aomniavis.it%2Fweb%2Fforum+somministrazione+non+assistita&oq=site%3Aomniavis.it%2Fweb%2Fforum+somministrazione+non+assistita&aqs=chrome..69i57j69i58j69i65j69i60.438j0j4&sourceid=chrome&ie=UTF-8

Offline Angelo

  • Membro Junior
  • **
  • Post: 53
    • Mostra profilo
Laboratorio artigiano di gastronomia: consumo sul posto su area pubblica.
« Risposta #1 il: 25 Giugno 2019, 10:15:45 »
Buon giorno, un laboratorio artigiano di gastronomia chiede la possibilità di effettuare il consumo sul posto mediante posizionamento di alcuni tavoli e sedie su area pubblica adiacente l'esercizio. La Risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico n. 87473, del 9 marzo 2017, sembrerebbe escludere questa possibilità agli esercizi artigiani diversi dagli esercizi di panificazione. Inoltre nella fatispecie si tratterebbe anche di utilizzare arredi dell'azienda su suolo pubblico.
Possiamo avere un Vostro parere al riguardo?
Grazie