Autore Topic: INCENTIVI FUNZIONI TECNICHE - comma 5 bis dell'art. 113 e quadro generale.  (Letto 840 volte)

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Offline Paolo Pantanella

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INCENTIVI FUNZIONI TECNICHE - comma 5 bis dell'art. 113 e quadro generale.
« Risposta #1 il: 08 Ottobre 2018, 19:46:32 »
L’integrazione del comma 5 bis all’articolo 113 del Codice dei Contratti, ad opera del comma 526 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) ha contribuito a chiarire, almeno in parte, la natura della spesa degli incentivi per funzioni tecniche, oggetto di ampio dibattito, soprattutto in seguito a numerose pronunce delle Sezioni regionali della Corte dei Conti in sede consultiva.
Indicando semplicemente che gli incentivi “fanno capo al medesimo capitolo di spesa previsto per i singoli lavori, servizi e forniture” la norma ha teso ad escludere che si tratti di una voce della componente variabile della retribuzione dei dipendenti interessati, oggetto della relativa contrattazione e della quantificazione del fondo dedicato.
Resta sicuramente discutibile considerare spesa di investimento la remunerazione di “attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici”.
La ratio della norma, così come indirizzata dall’intervento “chiarificatore” del legislatore della Legge di Bilancio 2018, pare quella di considerare la spesa di cui all’art. 113 fungibile con spese per servizi acquistabili sul mercato, e capitabilizzabili come parte dell’investimento. Se ciò risulta immediatamente comprensibile, e condivisibile, per le spese di cui al comma 1 dell’articolo 113 (progettazione, direzione dei lavori, direzione dell’esecuzione, vigilanza, collaudi tecnici ...), risulta difficilmente motivabile per le attività elencate al comma 2 (attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici, di RUP, di direzione dei lavori o direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo o di verifica di conformità, di collaudatore statico), che devono comunque essere svolte all’interno della struttura dell’ente, non potendo essere affidate a professionisti esterni, e che risultano necessarie e proprie dell’attività di ufficio.
Le risorse finanziarie destinate al fondo sono quantificate in misura non superiore al 2 per cento dell'importo dei lavori, servizi e forniture a base di gara. Per gli appalti relativi a servizi e forniture le disposizioni sono applicate nel caso in cui sia nominato il direttore dell'esecuzione.
Il fondo non è previsto per le amministrazioni aggiudicatrici che hanno stipulato contratti o convenzioni che prevedono modalità diverse per la retribuzione delle funzioni tecniche svolte dai propri dipendenti.
Gli enti che costituiscono o si avvalgono di una centrale di committenza possono destinare il fondo, o parte di esso, ai dipendenti della centrale.
La ripartizione del fondo avviene, per l'80 per cento delle risorse finanziarie, per singola opera/lavoro/servizio/fornitura con modalità e criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, sulla base di un apposito regolamento adottato dalle amministrazioni secondo i rispettivi ordinamenti. Sono beneficiari dell’erogazione il responsabile unico del procedimento, i soggetti che svolgono le funzioni tecniche previste dal comma 2 dell’art. 113, e i loro collaboratori. Sono esclusi dal beneficio i dirigenti. Gli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione sono compresi nello stanziamento.
Il restante 20 per cento delle risorse è destinato all'acquisto, da parte dell'ente, di beni, strumentazioni, tecnologie, funzionali a progetti di innovazione, di implementazione delle banche dati per il controllo e il miglioramento della capacità di spesa, di efficientamento informatico, con particolare riferimento alle metodologie e alle strumentazioni elettroniche per i controlli. Una parte delle risorse può essere utilizzata per l'attivazione di tirocini formativi e di orientamento, o per lo svolgimento di dottorati di ricerca nel settore dei contratti pubblici. Sono escluse le risorse provenienti da finanziamenti europei, o da altri finanziamenti a destinazione vincolata (diventa però difficilmente argomentabile che tali risorse possano invece legittimamente essere allocate agli incentivi per la parte con cui vengono remunerati i dipendenti).
La corresponsione dell'incentivo è disposta dal dirigente responsabile della struttura competente, previo accertamento delle specifiche attività svolte dai dipendenti.
Gli incentivi complessivamente corrisposti nel corso dell'anno al singolo dipendente, anche da diverse amministrazioni, non possono superare il 50 per cento del suo trattamento economico complessivo annuo lordo.
Le quote parti dell'incentivo corrispondenti a prestazioni affidate a personale esterno, o di cui non è accertato lo svolgimento, incrementano la quota del fondo. Per i compiti svolti dal personale di una centrale unica di committenza per conto di altri enti, può essere riconosciuta, su richiesta della centrale, una quota, non superiore ad un quarto, dell'incentivo.
L'amministrazione aggiudicatrice stabilisce i criteri e le modalità per la riduzione delle risorse finanziarie connesse alla singola opera/lavoro, a fronte di eventuali incrementi dei tempi o dei costi, non conformi alle norme del Codice degli appalti.

Paolo Pantanella - Dirigente settore programmazione finanziaria, tributi, contratti - Comune di Capannori
« Ultima modifica: 08 Ottobre 2018, 19:47:40 da Paolo Pantanella »
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Dirigente di Enti Locali
Diplomato SPISA ed esperto in diritto degli Enti Locali

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INCENTIVI FUNZIONI TECNICHE - comma 5 bis dell'art. 113 e quadro generale.
« Risposta #1 il: 08 Ottobre 2018, 19:46:32 »