Autore Topic: Possibile chiedere un CENTRO COTTURA entro tot km - Consiglio di Stato  (Letto 498 volte)

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Possibile chiedere un CENTRO COTTURA entro tot km - Consiglio di Stato
« Risposta #1 il: 30 Luglio 2019, 15:20:05 »
Possibile chiedere un CENTRO COTTURA entro tot km - Consiglio di Stato



CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V – sentenza 29 luglio 2019 n. 5308

DIRITTO

1.- L’appello è infondato e merita di essere respinto.

2.- L’infondatezza nel merito delle articolate doglianze, argomentata nei sensi delle considerazioni che seguono, vale ad esimere il Collegio dalla disamina delle preliminari questioni di rito eccepite dalla controinteressata, relativamente alla asserita inammissibilità del ricorso di prime cure.

3.- Con il primo motivo di gravame, la società appellante ribadisce le ragioni della ritenuta non conformità dell’offerta della controinteressata alla lex specialis di procedura, ritenendo, per un verso, insufficiente il mero impegno a dotarsi (entro tre mesi dalla stipula del contratto) di apposito centro di cottura (in tesi concretante precisa ed ineludibile specifica tecnica delle programmate prestazioni) e, per altro verso, contraddittoria la congiunta e contestuale dichiarazione di disporre dello stesso “per tutto il tempo della durata della concessione”.

3.1.- Il motivo non può trovare accoglimento.

Non ha errato il primo giudice nel valorizzare la precisione dell’art. 12 del capitolato speciale, a tenore del quale requisito di partecipazione alla procedura era la mera dichiarazione di impegno a disporre, “in caso di aggiudicazione” e “per tutto il periodo della concessione”, di un centro di preparazione pasti a distanza non superiore a 20 km effettivi dal centro cittadino, dotato delle necessarie attrezzature e autorizzazioni sanitarie per l’espletamento del servizio.

Invero, sia la formulazione letterale della clausola (testualmente incentrata su dichiarazione di tenore meramente impegnativo e non ricognitivo ed ancorata, in termini prospetticamente condizionali, alla eventualità dell’esito aggiudicatorio), sia la (necessaria e coerente) interpretazione proconcorrenziale della stessa (che si conforma al diffuso intendimento della disponibilità di un centro di cottura localizzato quale requisito di esecuzione delle prestazioni negoziali e non di partecipazione alla gara: cfr. ex permultis Cons. Stato, sez. V, 3 aprile 2019, n. 2190; Id., 17 luglio 2018, n. 4390; Id. 18 dicembre 2017, n. 5929; Id., 24 maggio 2017, n. 2443), fanno palese che – come correttamente ritenuto dalla stazione appaltante – ai concorrenti non era richiesto di disporre di un centro di cottura al momento della presentazione dell’offerta, ma solo di garantirne il possesso in caso di esito favorevole della gara.

Non sussiste, per tal via, alcuna incongruenza tra la dichiarazione di impegno a disporre del centro di cottura e quella del possesso di tutti i requisiti per l’utile accesso alla procedura concorrenziale.

4.- Con il secondo motivo, l’appellante censura la sentenza impugnata, nella parte in cui non ha riconosciuto che l’offerta della controinteressata sarebbe stata difforme dalle previsioni della lex spcialis, indeterminata ed incerta relativamente al luogo di preparazione dei pasti anche in caso di sopravvenienti emergenze, condizionata in relazione alla subordinazione alla accettazione della asserita proposta di variante, incompleta in quanto mancante del diagramma di Gantt relativo alla cucina della scuola Mazzini.

4.1.- Il motivo non è fondato.

Vale invero osservare, in sostanziale conformità al corretto intendimento del primo giudice:

a) che la ribadita circostanza che la disponibilità di un centro di cottura non costituisse requisito di ammissione (o specifica tecnica), né conferma la conformità alla previsione programmatica dei documenti di gara;

b) che l’incertezza dell’offerta deve escludersi alla luce del rilievo che, ai fini della preparazione dei pasti, la stazione appaltante confermava la messa a disposizione di ventisette cucine collocate presso altrettante sedi scolastiche (cfr. artt. 1 e 4 del capitolato speciale), utili sia alla produzione dei pasti da consumare in loco, sia alla prefigurata predisposizione di pasti da trasportare in altre scuole prive della cucina interna: al qual fine non consta della ventilata (e pretesamente ostativa o variamente condizionante) necessità della previa autorizzazione o del previo consenso dell’ente appaltante, stante la sussistenza delle preventive e necessaria autorizzazioni amministrative;

c) che, sotto distinto profilo, le ridette modalità prestazionali, quali formulate dalla vittoriosa offerta, non può essere acquisita in termini di variante non prefigurata dalla legge di gara, nulla essendo previsto nella stessa che ostasse alla utilizzazione delle cucine per la preparazione di pasti suscettibili di trasporto presso finitime sedi scolastiche ed essendo, all’incontro, tale eventualità ragionevolmente discendente dalla accordata possibilità di utilizzazione delle stesse cucine comunali, concessa dall’Amministrazione: di fatto, l’assunto della contrarietà di siffatte modalità operative al complessivo assetto della gara appare frutto di apodittica e non giustificata limitazione e certamente non confligge con la richiesta di autonoma disponibilità di propri centri di cottura;

e) che la mancata allegazione del diagramma di Gantt relativo al personale di ciascuna scuola non avrebbe potuto rappresentare – in assenza di una previsione capitolare idonea a prefigurarne il difetto quale specifica clausola esclusiva – ragione di irritualità dell’offerta, in quanto per ogni profilo conforme alle condizioni negoziali di gara; peraltro, la formulazione dei relativi punteggi non risulta, in concreto, preclusa, alla luce delle esaustive indicazioni (anche relativamente alla scuola Mazzini, per la quale le doglianze vengono specificamente evidenziate) delle tabelle generali allegate a corredo dell’offerta.

5.- Con ulteriore motivo di gravame, l’appellante reitera il motivo con il quale aveva censurato l’operato della Commissione giudicatrice, che – anche in considerazione del ribadito carattere incerto e condizionato della proposta negoziale – avrebbe dovuto (quanto meno, si deve intendere) assegnare un punteggio inferiore all’offerta tecnica della XXXX.

5.1.- Il motivo non è fondato.

Ribadita, sulla scorta dei rilievi che precedono, la congruenza e la idoneità dell’offerta alle scolpite condizioni di gara (e – segnatamente – la piena ammissibilità dell’assunzione dell’impegno alla realizzazione del contro cottura, anche in difetto di attuale disponibilità), l’attribuzione dei punteggi – in quanto parametrati al previo approntamento di un apparato criteriologico di non disconosciuta chiarezza, analiticità ed articolazione, come tale idoneo alla adeguata delimitazione del giudizio della commissione – non richiede, per un verso, il supporto di specifico corredo motivazionale ulteriormente esplicativo (cfr. Cons. Stato, sez. V, 8 marzo 2018, n. 1495) e concreta, per altro verso, apprezzamento tecnico-discrezionale insuscettibile di critica acquisizione sindacatoria in difetto di emergenti profili di incoerenza, irragionevolezza, insufficienza o fattuale erroneità, non ricorrenti nella esaminata specie (cfr. Cons. Stato, sez. V, 18 luglio 2019, n. 5058).

6.- Quanto all’ultimo motivo di gravame, con il quale si censura il capo della sentenza di prime cure di rigetto del subordinato motivo, incentrato sul cumulo in capo alla dott.ssa Danila YYYY, dirigente dei sevizi formativi e sociali dell’Ente, delle funzioni di Presidente della Commissione giudicatrice e di RUP, vale, di là da ogni altro rilievo, osservare che, per comune intendimento, dal quale non si ravvisano ragioni per discostarsi, che non può essere ravvisata nessuna automatica incompatibilità tra le funzioni di RUP e quelle di componente della commissione giudicatrice di gara, a meno che non venga dimostrata in concreto l’incompatibilità tra i due ruoli, desumibile da una qualche comprovata ragione di interferenza e di condizionamento tra gli stessi; ciò, nell’ottica di una lettura dell’art. 77 comma 4 del D.Lgs. n. 50/2016 che si pone in continuità con l’indirizzo interpretativo formatosi sul comma 4 dell’art. 84 del previgente d. lgs. n. 163/2006 (cfr. Cons. Stato, sez. III, 26 ottobre 2018, n.6082).

7.- Alla luce delle considerazioni che precedono, l’appello va complessivamente respinto.

Sussistono giustificate ragioni per disporre, tra le parti costituite, l’integrale compensazione di spese e competenze di lite.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.
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