Autore Topic: Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019  (Letto 604 volte)

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Online roberto de marchis

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Re:Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019
« Risposta #4 il: 26 Agosto 2019, 07:29:22 »
http://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/AC0262.pdf?_1562508301677

Entrata in vigore doveva essere addirittura il 1 agosto.

Ad ogni modo secondo me il DM non può considerarsi entrato in vigore prima della sua pubblicazione in GU

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Re:Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019
« Risposta #4 il: 26 Agosto 2019, 07:29:22 »

 


Offline Mario Maccantelli

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Re:Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019
« Risposta #3 il: 25 Agosto 2019, 09:05:18 »
Hai ragione Roberto. Purtroppo non sono poche le volte che abbiamo fatto commenti del genere
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Online roberto de marchis

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Re:Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019
« Risposta #2 il: 24 Agosto 2019, 10:47:53 »
Siamo alla frutta. Si fa uscire in G.U. del 23 agosto un DM del 13 agosto che entra(va) in vigore dal 20 agosto e che dalla stessa data abroga (e non semplicemente  “modifica” come afferma in rubrica) quello precedente.

Di questo passo dove si andrà a finire ?
« Ultima modifica: 24 Agosto 2019, 11:02:44 da roberto de marchis »

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Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019
« Risposta #1 il: 24 Agosto 2019, 07:20:10 »
Steward negli impianti sportivi - novità DM 13/8/2019



MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 13 agosto 2019
Modifica  del  decreto  8  agosto  2007,  recante  «Organizzazione  e servizio degli steward negli impianti sportivi». (19A05411)
(GU n.197 del 23-8-2019)

 
 
                      IL MINISTRO DELL'INTERNO
 
  Visto il decreto-legge 8  febbraio  2007,  n.  8,  recante  «Misure
urgenti per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di  violenza
connessi a competizioni calcistiche» convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 aprile 2007, n. 41 e in particolare, l'art. 2-ter, che:
    al comma 1 demanda a un  decreto  del  Ministro  dell'interno  di
stabilire «i requisiti, le modalita' di selezione e la formazione del
personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli  di  accesso
agli impianti sportivi, nonche' di instradamento degli  spettatori  e
di  verifica  del  rispetto  del  regolamento  d'uso  degli  impianti
medesimi» e «le modalita' di collaborazione con le Forze  dell'ordine
...»;
    al comma 1-bis, introdotto dal decreto-legge 12 novembre 2010, n.
187, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2010,  n.
217,  prevede  che  «Ferme  restando  le  attribuzioni  e  i  compiti
dell'autorita' di pubblica sicurezza, al personale di cui al comma  1
possono essere affidati ... altri servizi,  ausiliari  dell'attivita'
di polizia, relativi ai controlli nell'ambito dell'impianto sportivo,
per il cui espletamento non e'  richiesto  l'esercizio  di  pubbliche
potesta'  o  l'impiego  operativo  di  appartenenti  alle  Forze   di
polizia»;
  Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante «Testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza»;
  Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, recante  «Regolamento
per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle  leggi
di pubblica sicurezza»;
  Vista la legge 18 aprile 1975, n. 110 e, in particolare, l'art.  4,
commi 4 e 5, che vieta di  portare  nelle  riunioni  pubbliche  armi,
anche alle  persone  munite  di  licenza,  nonche'  oggetti  atti  ad
offendere, comminando le relative sanzioni;
  Vista la legge 1° aprile 1981, n. 121, recante  «Nuovo  ordinamento
dell'Amministrazione della pubblica sicurezza»;
  Vista la legge 13 dicembre 1989, n. 401,  recante  «Interventi  nel
settore del giuoco e  delle  scommesse  clandestine  e  tutela  della
correttezza nello  svolgimento  di  manifestazioni  sportive»  e,  in
particolare l'art. 6-quater, introdotto dal decreto-legge  17  agosto
2005, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge  17  ottobre
2005, n. 210;
  Visto  il  decreto-legge  24  febbraio   2003,   n.   28,   recante
«Disposizioni urgenti per  contrastare  i  fenomeni  di  violenza  in
occasione di competizioni sportive», convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2003, n. 88;
  Visto il decreto legislativo  9  novembre  2007,  n.  206,  recante
«Attuazione della direttiva  2005/36/CE  relativa  al  riconoscimento
delle qualifiche professionali, nonche' della  direttiva  2006/100/CE
che adegua determinate  direttive  sulla  libera  circolazione  delle
persone  a  seguito  dell'adesione  di  Bulgaria  e  Romania»,   come
modificato dal decreto legislativo 28 gennaio 2016, n. 15;
  Visto il decreto  legislativo  16  gennaio  2013,  n.  13,  recante
«Definizione delle norme generali  e  dei  livelli  essenziali  delle
prestazioni per l'individuazione e  validazione  degli  apprendimenti
non formali e informali e  degli  standard  minimi  di  servizio  del
sistema  nazionale  di  certificazione  delle  competenze,  a   norma
dell'art. 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92»;
  Vista  la  risoluzione  del  consiglio  «concernente   un   manuale
aggiornato di raccomandazioni per la cooperazione internazionale  tra
Forze di polizia e misure per prevenire e combattere la violenza e  i
disordini  in  occasione  delle  partite  di  calcio  di   dimensione
internazionale alle quali e'  interessato  almeno  uno  Stato  membro
(«manuale UE per il settore calcistico»)» (2016/C 444/01), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 29 novembre 2016;
  Visto il decreto del Ministro dell'interno 18 marzo  1996,  recante
«Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio  degli  impianti
sportivi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 aprile 1996, n. 85,
supplemento ordinario e, in particolare, gli articoli 6-bis, comma 4,
7, comma 3, lettera b), 8-bis, 19, 19-bis, 19-ter e  19-quater,  come
inseriti e modificati dal decreto del Ministro dell'interno 6  giugno
2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno 2005, n. 150;
  Visto il decreto del Ministro dell'interno 8 agosto  2007,  recante
«Organizzazione e servizio degli "steward" negli impianti  sportivi»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 agosto 2007, n. 195,  che,  in
attuazione all'art. 2-ter del decreto-legge n. 8 del 2007, stabilisce
i requisiti, le modalita' di selezione e di formazione del  personale
incaricato dei servizi  di  controllo  dei  titoli  di  accesso  agli
impianti sportivi, di instradamento degli spettatori  e  di  verifica
del rispetto del regolamento d'uso degli impianti  medesimi,  nonche'
le modalita' di collaborazione dei predetti incaricati con  le  Forze
dell'ordine,   e,   inoltre,   gli   ulteriori   servizi    ausiliari
dell'attivita'  di  polizia,  relativi   ai   controlli   nell'ambito
dell'impianto sportivo, per il  cui  espletamento  non  e'  richiesto
l'esercizio  di  pubbliche  potesta'   o   l'impiego   operativo   di
appartenenti alle Forze di polizia;
  Rilevata la necessita' di sottoporre a  revisione  le  disposizioni
del decreto del Ministro  dell'interno  8  agosto  2007,  ampliandone
l'ambito di applicazione  e  meglio  definendo  l'organizzazione  dei
servizi affidati agli steward,  anche  con  riguardo  ai  compiti  di
accoglienza degli spettatori;
  Viste le osservazioni e  le  proposte  formulate  dall'Osservatorio
nazionale sulle manifestazioni sportive di cui all'art. 1-octies  del
decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28;
  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica;
 
                              Decreta:
 
                               Art. 1
 
 
                  Oggetto e ambito di applicazione
 
  1. Il presente decreto, in attuazione dell'art. 2-ter, comma 1  del
decreto-legge n. 8 del 2007, stabilisce:
    a) i requisiti, le modalita' di selezione  e  la  formazione  del
personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli  di  accesso
agli impianti sportivi ove si svolgono competizioni  calcistiche,  di
accoglienza e  instradamento  degli  spettatori  e  di  verifica  del
rispetto del regolamento d'uso degli impianti medesimi;
    b) le modalita' di  collaborazione  del  personale  di  cui  alla
lettera a) con le forze dell'ordine.
  2. Il presente decreto, ai  sensi  dell'art.  2-ter,  comma  2  del
decreto-legge n. 8 del 2007, individua, altresi', i servizi ausiliari
dell'attivita'  di  polizia,  relativi   ai   controlli   nell'ambito
dell'impianto sportivo, che possono essere affidati al  personale  di
cui al comma 1, per il cui espletamento non e' richiesto  l'esercizio
di pubbliche potesta' o  l'impiego  operativo  di  appartenenti  alle
Forze di polizia.
  3. Il presente decreto si applica agli  impianti  sportivi  ove  si
svolgono competizioni  calcistiche  professionistiche,  nonche'  agli
impianti  sportivi   ove   si   svolgono   competizioni   calcistiche
dilettantistiche aventi capienza superiore a 7.500 posti.
                               Art. 2
 
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente decreto e degli allegati s'intende per:
    a) «Forze dell'ordine»: le Forze di polizia di  cui  all'art.  16
della legge n. 121 del 1981;
    b) «Osservatorio»: l'Osservatorio nazionale sulle  manifestazioni
sportive,  istituito  presso  il  Ministero  dell'interno   dall'art.
1-octies del decreto-legge n. 28 del 2003;
    c)  «GOS»:  il  Gruppo  operativo  sicurezza,  per  la   gestione
dell'ordine e della sicurezza  pubblica  all'interno  degli  impianti
dove si disputano incontri di calcio,  di  cui  all'art.  19-ter  del
decreto del Ministro dell'interno 18 marzo 1996;
    d) «steward»: gli assistenti di stadio di  cui  si  avvalgono  le
societa' sportive organizzatrici delle competizioni calcistiche,  cui
e' affidato lo svolgimento dei servizi di  controllo  dei  titoli  di
accesso agli impianti sportivi, di accoglienza e instradamento  degli
spettatori e di verifica del rispetto  del  regolamento  d'uso  degli
impianti medesimi, nonche' dei servizi  ausiliari  dell'attivita'  di
polizia, relativi ai controlli nell'ambito dell'impianto sportivo, ai
sensi dell'art. 2-ter, commi 1 e 1-bis del  decreto-legge  n.  8  del
2007.
                               Art. 3
 
 
         Servizi svolti dagli steward e figure professionali
 
  1. I servizi  che  possono  essere  svolti  dagli  steward  sono  i
seguenti:
    a) controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi;
    b) accoglienza e instradamento degli spettatori;
    c) verifica del rispetto del  regolamento  d'uso  degli  impianti
sportivi;
    d) svolgimento di servizi ausiliari  dell'attivita'  di  polizia,
relativi ai controlli nell'ambito dell'impianto sportivo, per il  cui
espletamento non e' richiesto l'esercizio  di  pubbliche  potesta'  o
l'impiego operativo di appartenenti alle Forze di polizia.
  2. I servizi di cui  al  comma  1  sono  organizzati  sul  seguente
sistema di figure professionali:
    a) delegato per la gestione dell'evento (di seguito DGE);
    b) responsabile di funzione (di seguito RF);
    c) coordinatore di settore (di seguito CS);
    d) capo unita' (di seguito CU);
    e) operatore steward (di seguito OS).
  3. I compiti connessi con le figure professionali di cui  al  comma
2, le modalita' di collaborazione con le Forze di polizia e i servizi
ausiliari dell'attivita' di polizia relativi ai controlli nell'ambito
dell'impianto  sportivo,  sono   stabiliti   nell'allegato   D,   che
costituisce parte integrante del presente decreto.
  4.  Le  caratteristiche  dell'abbigliamento  di  riconoscimento  in
dotazione  agli  steward  sono   stabilite   nell'allegato   E,   che
costituisce parte integrante del presente decreto.
                               Art. 4
 
 
                 Requisiti e modalita' di selezione
                     e formazione degli steward
 
  1. I requisiti e le  modalita'  di  selezione  degli  steward  sono
stabiliti nell'allegato  A,  che  costituisce  parte  integrante  del
presente decreto.
  2.  Le  modalita'  di  formazione  degli  steward  sono   stabilite
nell'allegato  C,  che  costituisce  parte  integrante  del  presente
decreto.
  3. E' istituito per ogni figura professionale, fatta eccezione  per
il  DGE,  il  libretto   professionale   personale,   come   definito
nell'allegato E.
                               Art. 5
 
 
           Obblighi della societa' sportiva organizzatrice
                    della competizione calcistica
 
  1.  La  societa'   sportiva   organizzatrice   della   competizione
calcistica e' responsabile dello svolgimento dei servizi di controllo
dei titoli di  accesso  agli  impianti  sportivi,  di  accoglienza  e
instradamento  degli  spettatori  e  di  verifica  del  rispetto  del
regolamento  d'uso  degli  impianti  medesimi,  nonche'  dei  servizi
ausiliari  dell'attivita'   di   polizia,   relativi   ai   controlli
nell'ambito dell'impianto sportivo, affidati agli steward.
  2. Salvo quanto previsto ai commi 3 e 4, i servizi di cui al  comma
1 sono assicurati direttamente dalla societa' sportiva organizzatrice
ovvero mediante contratto di appalto o di somministrazione di lavoro,
anche avvalendosi di istituti  di  sicurezza  privata  autorizzati  a
norma dell'art. 134 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
approvato  con  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773.  Per   lo
svolgimento dei predetti servizi le societa' sportive organizzatrici,
gli  istituti  di  sicurezza  privata  autorizzati,  le  agenzie   di
somministrazione e le altre societa' appaltatrici dei servizi possono
ricorrere a tutte le forme di lavoro subordinato, compreso il  lavoro
intermittente, e a prestazioni di lavoro occasionale di cui  all'art.
54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in  legge,
con modificazioni, dalla legge 21 giugno  2017,  n.  96,  secondo  le
disposizioni vigenti in materia.
  3. Per la stipula del contratto di appalto o di somministrazione di
lavoro con le agenzie di somministrazione e  con  le  altre  societa'
appaltatrici  dei  servizi,  di  cui  al   comma   2,   le   societa'
organizzatrici devono preventivamente acquisire  il  nulla  osta  del
questore relativo alla sussistenza dei requisiti, di cui al comma 4.
  4. Le agenzie di somministrazione e le  societa'  appaltatrici  dei
servizi di cui al comma 2 comunicano al questore della provincia  ove
hanno sede, il nominativo dei  referenti  ai  quali  e'  affidato  il
compito di individuare il  personale  qualificato  da  impiegare  nei
servizi di cui al comma 1. I referenti sono autorizzati dal  questore
previa  verifica  del  possesso  dei  requisiti  soggettivi  di   cui
all'allegato A, punto 5. L'elenco dei referenti autorizzati e' tenuto
costantemente aggiornato dalla questura, anche al fine di  verificare
periodicamente  e,  comunque,  prima   dell'inizio   della   stagione
calcistica, la  permanenza  dei  requisiti  soggettivi.  In  caso  di
perdita  dei  predetti  requisiti  soggettivi,  il  questore   revoca
l'autorizzazione al referente. In caso di condotte in  contrasto  con
le finalita' del presente decreto, il Prefetto, su  segnalazione  del
Questore, dispone la revoca dell'autorizzazione al referente, ovvero,
nei  casi  piu'  gravi,  il  divieto  per  le  anzidette  agenzie  di
somministrazione e societa' appaltatrici di fornire personale per  lo
svolgimento dei servizi di cui al comma 1.
                               Art. 6
 
 
Attestazione  della  qualificazione  delle  strutture   formative   e
                  istituzione dell'elenco nazionale
 
  1.  La  qualificazione  delle  strutture  formative  e'   attestata
dall'osservatorio. L'attestazione di qualificazione  e'  obbligatoria
per lo svolgimento dell'attivita' di formazione degli steward.
  2. L'attestazione e' rilasciata all'esito della  positiva  verifica
dei documenti presentati dalle strutture  formative,  comprovanti  il
soddisfacimento dei requisiti minimi indicati  nell'allegato  B,  che
costituisce parte integrante del  presente  decreto.  L'osservatorio,
avvalendosi delle questure, svolge il controllo sulla veridicita'  di
quanto documentato, a campione e nei  casi  in  cui  sorgano  fondati
dubbi al riguardo.
  3. L'attestazione e' revocata dall'osservatorio  quando,  anche  su
segnalazione del questore, sia accertata la mancanza  di  almeno  uno
dei requisiti minimi, oppure quando la  struttura  formativa  rimanga
inattiva nello svolgimento dei corsi per un periodo superiore  a  due
anni.
  4. Presso l'osservatorio e' istituito un  «Elenco  nazionale  delle
societa' di formazione degli steward».  Le  strutture  formative  che
abbiano    ottenuto    l'attestazione    di    qualificazione    sono
automaticamente  iscritte  nell'elenco  a   cura   dell'osservatorio.
L'elenco e' pubblicato sul sito web dell'osservatorio.
                               Art. 7
 
 
                   Divieto d'impiego degli steward
 
  1. La questura tiene aggiornato  l'elenco  degli  steward,  formato
sulla base delle comunicazioni effettuate dalle  strutture  formative
all'esito  dei  corsi  di   formazione,   al   fine   di   verificare
periodicamente,  e  comunque  prima  dell'inizio  di  ogni   stagione
calcistica, la permanenza in capo  al  personale  da  impiegare  come
steward dei requisiti soggettivi di cui all'allegato A, punto 5.
  2. Il prefetto  della  provincia,  su  segnalazione  del  questore,
dispone il divieto di impiegare  negli  stadi  gli  steward  che  non
posseggano anche uno solo dei  requisiti  previsti  nell'allegato  A,
dandone  comunicazione  alle  societa'  sportive  con  le   modalita'
stabilite  dall'osservatorio,   nonche',   ove   possibile,   notizia
all'interessato.
  3. Il prefetto  della  provincia,  su  segnalazione  del  questore,
dispone altresi' il divieto di impiego negli stadi degli steward  nei
seguenti casi:
    a) inosservanza delle disposizioni  impartite  dall'autorita'  di
pubblica sicurezza  o  dall'amministrazione,  oppure  dalle  societa'
calcistiche, dalle  agenzie  di  somministrazione  e  dalle  societa'
appaltatrici;
    b) aver tenuto una condotta  incompatibile  con  i  doveri  degli
incaricati di pubblico servizio;
    c) ogni altro abuso della qualifica.
                               Art. 8
 
 
                   Entrata in vigore e abrogazioni
 
  1. Il presente decreto entrera' in vigore il 20 agosto 2019.
  2. Il decreto del Ministro dell'interno 8 agosto 2007 e' abrogato a
decorrere dal 20 agosto 2019.
                               Art. 9
 
 
                  Clausola d'invarianza finanziaria
 
  1. Le amministrazioni interessate provvedono  agli  adempimenti  di
cui  al  presente  decreto  con  le  risorse  umane,  strumentali   e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
  Il presente decreto sara' inviato  alla  Corte  dei  conti  per  la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana.
 
    Roma, 13 agosto 2019
 
                                                 Il Ministro: Salvini

Registrato alla Corte dei conti il 21 agosto 2019
Ufficio controllo atti Ministeri interno e difesa, reg. succ. n. 1930
                                                           Allegato A
 
             DETERMINAZIONE DEI REQUISITI DEGLI STEWARD
 
1. Premessa.
    1.1. Gli  steward  devono  possedere  i  requisiti  indicati  nel
presente allegato per poter esser impiegati dalle  societa'  sportive
nello svolgimento dei servizi di cui all'art. 3, comma 1. La mancanza
di almeno uno dei requisiti ha come  conseguenza  l'applicazione  del
divieto d'impiego da parte del prefetto della provincia ove  ha  sede
la societa' sportiva.
    1.2.  Le  societa'  sportive  non  possono   impiegare   per   lo
svolgimento dei servizi di cui all'art. 3, comma 1, steward privi dei
requisiti indicati nel presente allegato.
    1.3. In caso d'impiego di  steward  privi  dei  requisiti  morali
previsti dall'art.  11  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
sicurezza, il prefetto  della  provincia  ove  ha  sede  la  societa'
sportiva  irroga  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria   prevista
dall'art. 6-quater, comma 1-bis della legge n. 401 del 1989.
 
2. Requisiti personali.
    2.1. Cittadinanza:
      a) cittadinanza italiana;
      b) cittadinanza di altro Stato dell'Unione europea con adeguata
conoscenza della lingua italiana;
      c) cittadinanza di Stati non appartenenti all'Unione europea  o
apolidi, in possesso di regolare titolo di soggiorno e  con  adeguata
conoscenza della lingua italiana.
    I  predetti  requisiti  devono  essere   attestati   con   idonea
documentazione.
    2.2. Eta':
      a) eta' compresa tra 21 e 67 anni, per il DGE e per il RF;
      b) eta' compresa tra 18 e 65 anni, per il CS;
      c) eta' compresa tra 18 e 60 anni per il CU e l'OS.
    I limiti di eta' non sono derogabili.
    I  predetti  requisiti  devono  essere   attestati   con   idonea
documentazione.
 
3. Requisiti fisici:
      a) buona salute fisica e mentale;
      b) assenza di daltonismo;
      c) assenza di uso di alcool e di stupefacenti;
      d) capacita' di espressione visiva, di udito e di olfatto;
      e) assenza di elementi psicopatologici, anche pregressi;
      f) prestanza fisica adeguata alle mansioni da svolgere.
    I predetti requisiti devono essere  attestati  da  certificazione
medica delle autorita' sanitarie pubbliche.
 
4. Requisiti culturali minimi:
      a) diploma di scuola media superiore e conoscenza di almeno una
lingua straniera, preferibilmente l'inglese, per il DGE, il RF  e  il
CS;
      b) diploma di scuola media inferiore  per  il  CU  e  l'OS;  la
conoscenza di almeno una lingua  straniera,  che  costituisce  titolo
preferenziale ai fini della selezione.
    I  predetti  requisiti  devono  essere   attestati   con   idonea
certificazione.
 
5. Requisiti soggettivi:
      a) non trovarsi in una delle situazioni previsti  dall'art.  11
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di  cui  al  regio
decreto n. 773 del 1931;
      b) non essere aderenti o essere  stati  aderenti  a  movimenti,
associazioni o gruppi organizzati di cui al decreto-legge  26  aprile
1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla  legge  25  giugno
1993, n. 205;
      c)  non  essere  sottoposto,  o  essere  stato  sottoposto,   a
provvedimento del divieto  di  accesso  ai  luoghi  ove  si  svolgono
competizioni sportive di cui all'art. 6 della legge n. 401 del 1989;
      d) non essere sottoposto a misure di prevenzione;
      e)  non  essere  stato,  negli  ultimi  5  anni,  denunciato  o
condannato, anche con sentenza non definitiva, per reati per i  quali
e' prevista l'applicazione del divieto di accesso ai  luoghi  ove  si
svolgono competizioni sportive di cui alla lettera b).
 
6. Requisiti psicoattitudinali:
      a) capacita' di concentrazione, di autocontrollo e di  contatto
con il pubblico da accertarsi mediante test prima dell'assunzione;
      b) attitudine ad esercitare i  compiti  previsti  dal  presente
decreto ed in particolare ad individuare possibili  pericoli  per  la
sicurezza anche nel comportamento delle  persone  presenti  nell'area
dell'impianto sportivo.
 
7. Requisiti professionali.
    7.1. I requisiti professionali sono attestati dal superamento dei
corsi professionali di cui al presente decreto, che  sono  rivolti  a
fornire agli steward, in funzione della qualifica  professionale,  le
competenze necessarie a svolgere i compiti di competenza.
    7.2. Gli steward devono essere formati per:
      a) assumere le responsabilita' che sono loro affidate;
      b) conoscere  le  tecniche  per  individuare  persone  sospette
dall'atteggiamento e dai modi di comportamento all'accettazione e  ai
controlli di sicurezza;
      c) conoscere le tecniche di lettura dei sistemi di controlli di
sicurezza (metal detector, lettura  ottica  del  titolo  di  accesso,
tornelli);
      d) conoscere le tecniche di  verifica  dei  titoli  di  accesso
all'impianto mediante sistemi di lettura ottica o obliterazione;
      e) conoscere le tecniche di sommario controllo delle persone  e
dei contenitori al seguito;
      f) conoscere le  tecniche  di  verifica  delle  apparecchiature
elettriche, elettroniche e funzionanti a pile;
      g) conoscere le tecniche di intervista ai portatori del  titolo
di accesso all'impianto.
 
8. Modalita' di selezione e formazione.
    8.1. Gli aspiranti steward  in  possesso  dei  requisiti  di  cui
sopra, devono essere sottoposti a una  prova  preliminare  e  a  test
attitudinali ai fini dell'accertamento del:
      a) livello di conoscenza generale;
      b) capacita' di espressione verbale;
      c)  conoscenza  della  lingua   inglese   almeno   di   livello
elementare;
      d) capacita' di concentrazione, di autocontrollo e di stabilire
contatti con il pubblico;
      e)  attitudine  ad  esercitare  le  funzioni  di  sicurezza  da
svolgere.
    8.2. La selezione e la formazione degli aspiranti steward possono
essere effettuate sia  dalle  singole  societa'  sportive  sia  dalle
strutture formative, oppure svolgersi  distintamente  provvedendo  la
prima alla sola selezione e l'altra alla sola formazione.
    8.3. La struttura formativa, prima di avviare la formazione degli
aspiranti steward, verifica la presenza dei requisiti  personali,  di
cittadinanza, eta', fisici, culturali e psicoattitudinali di  cui  al
presente  allegato,  anche  sottoponendo  i  candidati   alle   prove
preliminari ed ai test ivi previsti. La struttura formativa, inoltre,
invia l'elenco nominativo degli aspiranti steward al  questore  della
provincia  dove  la  medesima  ha  sede  per   l'accertamento   della
sussistenza dei requisiti soggettivi  di  cui  al  presente  allegato
(integrata con la documentazione correlata  eventualmente  presentata
dall'aspirante  steward).  La  questura  fornisce  la  risposta  alla
struttura formativa  inderogabilmente  entro  sessanta  giorni  dalla
ricezione dell'elenco. Nel caso in  cui  la  formazione  sia  avviata
prima del ricevimento della risposta  della  questura,  la  struttura
formativa esclude dal ciclo formativo gli aspiranti steward che siano
risultati sprovvisti dei requisiti soggettivi sopra indicati.
    8.4. Per gli aspiranti steward non aventi cittadinanza  italiana,
i predetti requisiti soggettivi  devono  essere  verificati  sia  con
riguardo al periodo di permanenza in Italia, sia  con  riferimento  a
quello nel Paese d'origine. Per gli aspiranti steward provenienti  da
Stati non appartenenti all'Unione europea, la verifica dei  requisiti
soggettivi e'  eseguita  secondo  quanto  disposto  dall'art.  2  del
decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394.
    8.5. I requisiti minimi  della  formazione  e  dell'addestramento
degli aspiranti steward sono stabiliti nell'allegato C.
    8.6. I corsi di  formazione  sono  differenti  in  ragione  delle
diverse figure professionali di cui all'art. 3, comma 1, del  decreto
e devono prevedere a completamento del percorso di formazione:
      un test  condotto  da  una  commissione  d'esame  composta  dal
direttore del corso e due docenti, per tutti i ruoli.  Il  test  deve
contenere almeno quattro domande per ogni  area,  scelte  tra  quelle
predisposte dalla FIGC e dalle leghe;
      limitatamente al corso di  DGE,  un  periodo  d'istruzione  sul
posto di lavoro (learning on the job).
    8.7. Terminati con esito  positivo  i  corsi  di  formazione,  la
struttura  formativa  rilascia   al   frequentatore   un'attestazione
contenente una dettagliata relazione riguardante la durata dei corsi,
gli argomenti trattati, i docenti, il profitto dei frequentatori.
    8.8.  L'elenco  delle  persone  che  hanno  terminato  con  esito
positivo il corso e' trasmesso al questore della  provincia  dove  ha
sede la struttura formativa.
    8.9. Il  percorso  di  formazione  degli  steward  puo'  iniziare
solamente  dalla  figura  professionale  di  OS  e  la   progressione
professionale e' strutturata  in  modo  da  consentire  l'avanzamento
degli  steward  mediante  il  superamento  dei  correlati  corsi   di
formazione, necessari per assicurare adeguati livelli di preparazione
per  lo  svolgimento  delle  mansioni  superiori.  Ogni  progressione
professionale, quindi, puo' avvenire solamente con il superamento del
relativo corso di formazione.
    8.10. Il DGE, in caso d'interruzione dell'impiego per piu' di due
stagioni calcistiche consecutive, per poter nuovamente operare  nello
stesso ruolo, deve partecipare  al  corso  di  aggiornamento  di  cui
all'allegato C, organizzato, oltre  che  dalle  strutture  formative,
anche dalla FIGC e dalle leghe.
    8.11. Il RF e il CS, in caso d'interruzione dell'impiego per piu'
di tre stagioni calcistiche consecutive, per poter nuovamente operare
nello stesso ruolo, devono nuovamente superare il corso di formazione
di cui all'allegato C.
    8.12. Il CU e l'OS, in caso d'interruzione dell'impiego per  piu'
di quattro stagioni calcistiche  consecutive,  per  poter  nuovamente
operare, devono nuovamente superare il corso  di  formazione  di  cui
all'allegato C.
    8.13. Per assicurare agli steward il costante addestramento  alle
pratiche operative, le societa' calcistiche, per il tramite dei  DGE,
organizzano mirati corsi di aggiornamento.
    8.14. L'ufficio FIGC  per  il  Coordinamento  nazionale  dei  DGE
rappresenta il referente per tali figure professionali ai fini  della
diffusione e condivisione delle best practice operative,  sulla  base
dei programmi  gia'  in  essere  presso  la  FIGC  nell'ambito  delle
attivita' delle licenze nazionali.
                                                           Allegato B
 
             REQUISITI MINIMI DELLE STRUTTURE FORMATIVE
 
1. Premessa.
    1.1. La qualificazione delle  strutture  formative  e'  attestata
dall'osservatorio. Tale  attestazione  e'  necessaria  anche  per  le
societa' sportive che  intendano  svolgere  direttamente  l'attivita'
formativa.
    1.2. Ai fini dell'attestazione di  qualificazione,  le  strutture
formative devono soddisfare i requisiti minimi di seguito indicati.
 
2. Requisiti minimi per la struttura formativa:
      a) sede legale;
      b) atto costitutivo e di statuto, redatti  per  atto  pubblico,
che espressamente prevedano nello  scopo  statutario  l'attivita'  di
formazione degli steward;
      c) progetto formativo comprendente:
        1. direttore dei corsi per ciascuna sede del corso;
        2. caratteristiche delle strumentazioni tecnologiche;
        3. programma e materiale didattico;
        4. elenco del corpo  docenti  con  i  relativi  curricula  ed
indicazione dell'area proposta;
        5. metodi di verifica di apprendimento;
        6. modalita' e contenuti delle esercitazioni (secondo  quanto
previsto dalla  determinazione  dell'osservatorio  n.  6/2009  del  3
febbraio 2009);
      d) tenuta di un registro di formazione;
      e) dichiarazione comprovante la disponibilita' di  un  impianto
sportivo,  dove  si  svolgono  competizioni  professionistiche,   per
l'attivita' didattica ed esercitativa.
 
3. Requisiti dei docenti.
    3.1. I docenti impiegati per le attivita'  di  formazione  devono
soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:
      direttore dei corsi:
        specifica  e  comprovata   esperienza   nel   settore   della
formazione di almeno 7 anni;
        DGE con almeno 5 anni di esperienza ed incarico specifico  da
DGE, presso impianti sportivi ove  si  svolgono  gare  di  campionati
professionistici.
    Area giuridica:
      laurea in giurisprudenza;
      funzionario di Polizia o ufficiale dell'Arma dei carabinieri  o
della Guardia di finanza,  in  servizio,  con  comprovata  esperienza
nella  gestione  della  sicurezza  nelle   manifestazioni   sportive,
espressa con parere scritto,  rispettivamente,  del  questore  o  del
comandante provinciale.
    Area ordine pubblico:
      funzionario della Polizia di Stato o  ufficiale  dell'Arma  dei
carabinieri o della Guardia di finanza, in servizio,  con  comprovata
esperienza  in  materia  di  gestione  dell'ordine   pubblico   nelle
manifestazioni    sportive,    espressa    con    parere     scritto,
rispettivamente, del questore o del comandante provinciale.
    Area sicurezza antincendio:
      funzionario dei ruoli tecnico operativi del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco;
      tecnico iscritto agli elenchi del Ministero dell'interno di cui
al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139;
      formatore abilitato per decreto legislativo 9 aprile  2008,  n.
81.
    Area sicurezza sanitaria:
      laurea in medicina e chirurgia;
      laurea in scienze infermieristiche o  titolo  equipollente  del
vecchio ordinamento;
      formatore abilitato per decreto legislativo 9 aprile  2008,  n.
81.
    Area psicologico-sociale:
      laurea  in  psicologia,   sociologia,   pedagogia,   assistenti
sociali, scienze della formazione, con  comprovata  esperienza  nella
mediazione di conflitti ovvero di gestione delle folle.
    Area accoglienza:
      laurea  in  psicologia,   sociologia,   pedagogia,   assistenti
sociali, scienze della formazione, con  comprovata  esperienza  nella
mediazione di conflitti ovvero di gestione delle folle;
      responsabile area marketing di societa' sportiva, con almeno  5
anni di esperienza presso impianti sportivi ove si svolgono gare  dei
campionati professionistici;
      DGE, con almeno 5 anni di esperienza presso  impianti  sportivi
ove si svolgono gare dei campionati professionistici.
    Area tecnico-operativa:
      DGE, con almeno 5 anni di esperienza presso  impianti  sportivi
ove si svolgono gare dei campionati professionistici;
      limitatamente alla lingua inglese,  laurea  in  lingue,  ovvero
altro titolo di studio - anche di rango inferiore -  che  attesti  la
conoscenza della lingua inglese.
    Area ticketing:
      responsabile di biglietteria  o  responsabile  di  azienda  che
eroghi servizi di ticketing, con almeno 5 anni di  esperienza  presso
impianti   sportivi   ove   si   svolgono   gare    dei    campionati
professionistici;
      DGE, con almeno 5 anni di esperienza presso  impianti  sportivi
ove si svolgono gare dei campionati professionistici.
    3.2. I docenti, per  le  attivita'  di  «esercitazione»,  possono
avvalersi di collaboratori che dovranno essere  comunque  accreditati
presso l'osservatorio per la  specifica  attivita'  e  rispondere  ai
seguenti requisiti:
      area ordine pubblico:
        appartenente alla Polizia di Stato, all'Arma dei  carabinieri
ed al Corpo della Guardia di finanza,  in  servizio,  con  comprovata
esperienza  in  materia  di  gestione  dell'ordine   pubblico   nelle
manifestazioni    sportive,    espressa    con    parere     scritto,
rispettivamente, del questore o del comandante provinciale;
      area sicurezza antincendio:
        funzionario dei ruoli tecnico operativi del  Corpo  nazionale
dei vigili del fuoco;
        tecnico iscritto agli elenchi del Ministero  dell'interno  di
cui al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139;
        formatore abilitato per decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81;
        responsabile del  servizio  prevenzione  e  protezione  della
societa' sportiva che ha stilato il Documento  unico  di  valutazione
dei rischi dell'impianto;
      area tecnico-operativa:
        RF,  con  esperienza  di  almeno  due  anni  nella  specifica
attivita'.
 
4. Requisiti di comunicazione.
    4.1. La struttura  formativa  comunica  alla  prefettura  e  alla
questura:
      la sede legale e, se diversa, la sede o le sedi  operative  ove
vengono tenuti i corsi, nonche' le eventuali successive variazioni;
      l'avvio e la conclusione dei corsi di formazione.
                                                           Allegato C
 
                     LA FORMAZIONE DEGLI STEWARD
 
1. Programma dei corsi di formazione e addestramento.
    1.1. Il programma di formazione si articola secondo  le  seguenti
aree:
      area giuridica:
        gerarchia delle norme;
        TULPS, aspetti d'interesse;
        normativa di settore (compreso il decreto legislativo  n.  81
del 2008);
        il servizio di stewarding;
        cenni sulla normativa sportiva;
        cenni di diritto penale;
        cenni di diritto civile (compreso il  contratto  di  acquisto
del titolo di accesso);
        reati e illeciti amministrativi piu' comuni;
      area ordine pubblico:
        Autorita' di pubblica sicurezza;
        gestione dell'ordine pubblico (problematiche);
        ruolo e compiti del GOS;
        regolamento d'uso dell'impianto (violazioni e sanzioni);
        piano per  il  mantenimento  delle  condizioni  di  sicurezza
dell'impianto e piano operativo stewarding;
        coordinamento  e  collaborazione  tra  steward  e  Forze   di
polizia;
        rischio terrorismo (profili rilevanti per l'ordine pubblico);
      area sicurezza antincendio:
        gestione dell'impianto sportivo;
        principi e prodotti della combustione;
        riconoscimento materiale pirotecnico ed esplosivi;
        tecniche d'intervento sull'incendio;
        protezione passiva contro gli incendi;
        case  histories  sugli  impianti  sportivi  (corso  base  per
attivita' a rischio basso)
        modalita'  di  supporto  agli  addetti  antincendio  ed  alle
squadre dei Vigili del fuoco;
        vie di esodo;
      area pronto intervento sanitario:
        modalita' di supporto  al  servizio  sanitario  dell'impianto
sportivo;
        riconoscere un'emergenza sanitaria;
        tecniche di auto protezione;
        sostenimento  delle  funzioni  vitali  in   caso   di   macro
emergenza;
        patologie piu' frequenti negli impianti sportivi;
      area psicologico-sociale:
        consapevolezza di se' e del proprio ruolo professionale;
        psicologia sociale (conoscenza del mondo dei tifosi);
        accettazione delle diversita', gestione dei conflitti;
        orientamento al  servizio  e  comunicazione  (verbale  e  non
verbale, il corretto approccio allo spettatore);
        nozioni  di  base   ai   fini   dell'assistenza   a   persona
diversamente abili;
        gestione delle masse e del panico;
      area accoglienza:
        conoscenza  della  vita  di  uno  stadio  e  delle  modalita'
organizzative e gestionali dello stesso;
        customer care;
        valorizzazione dell'attivita' di stewarding e  collaborazione
nelle iniziative aziendali;
        il valore dell'educazione alla legalita';
        informazioni al tifoso e capacita' di risposta  alle  domande
piu' frequenti;
        consapevolezza di se' e del proprio ruolo professionale;
      area tecnico-operativa:
        conoscenza dell'impianto;
        piano di mantenimento delle condizioni di sicurezza  e  piano
di gestione dell'evento (modalita' di attuazione);
        procedure operative di tutte le mansioni previste dal livello
base (compreso il pat-down);
        videosorveglianza (obiettivi e finalita');
        elementi di base della lingua inglese per  comunicazioni  col
pubblico in ambito impianto sportivo;
      area  ticketing  (controllo  elettronico  titoli  d'accesso   e
gestione tornelli/conta persone):
        configurazione stadio e tipologia di allocazione biglietti;
        riconoscimento di biglietti, abbonamenti, pass;
        gestione tornelli/conta persone;
        possibili  criticita'  collegate  alle  biglietterie  ed   ai
controlli  elettronici  dei  titoli  (divieto   cambi   utilizzatori,
limitazioni acquisto, etc.).
 
2. Livelli di formazione.
    2.1. Le aree d'insegnamento  sono:  giuridica,  ordine  pubblico,
sicurezza         antincendio,          sicurezza          sanitaria,
psicologico-sociale/accoglienza, tecnico operativa e ticketing. Sono,
inoltre, previsti aggiornamenti ed esercitazioni.
    2.2. Le ore d'insegnamento minime previste per ogni singola area,
che variano in ragione dei  livelli  di  formazione,  sono  riportate
nella seguente tabella:
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 
3. Metodologia.
    3.1. La formazione generale puo' essere erogata con l'utilizzo di
metodologie diverse:
      lezione frontale;
      dinamiche   non   formali,   che   prevedono    un'impostazione
pratico-applicativa delle lezioni e l'utilizzo di modalita' attive di
gestione dell'aula, quali esercitazioni pratiche,  simulazioni,  casi
analogici e reali volte  a  stimolare  un  reale  coinvolgimento  dei
partecipanti e  quindi  ad  innescare  un  efficace  e  significativo
processo di apprendimento.
    3.2.  I  programmi  per  la  formazione  generale  non   potranno
prevedere il ricorso a dinamiche non formali per  oltre  il  50%  del
monte ore complessivo. Per le lezioni frontali le  aule  non  possono
superare le 25 unita'. Per i moduli tenuti con dinamiche non formali,
il programma deve indicare un numero massimo di partecipanti tale  da
garantire, in relazione alla materia trattata, una  partecipazione  e
un coinvolgimento adeguati.
    3.3. L'osservatorio, per alcuni dei contenuti  dei  programmi  di
formazione, puo' predisporre adeguato materiale didattico e  dispense
che le societa' sportive possono adottare come base comune, da  poter
integrare.
                                                           Allegato D
 
MODALITA' DI COLLABORAZIONE DEGLI STEWARD CON LE FORZE DI  POLIZIA  E
  DETERMINAZIONE DEI SERVIZI  AUSILIARI  DELL'ATTIVITA'  DI  POLIZIA,
  RELATIVI AI CONTROLLI NELL'AMBITO DELL'IMPIANTO SPORTIVO.
 
1. Organizzazione dei servizi.
    1.1.  La  struttura  organizzativa  di  seguito   illustrata   e'
impostata sulla suddivisione delle mansioni tra figure professionali,
le quali assolvono, a diversi livelli di responsabilita',  i  compiti
demandati agli steward. Si basa, dunque, su un rapporto di gerarchia,
nel quale il livello inferiore svolge i propri compiti  coerentemente
con le disposizioni impartite dal livello superiore, lungo una  linea
di comunicazione verticale (catena di comando).
    1.2. I servizi svolti dagli steward sono  organizzati  su  cinque
figure professionali:
      1) delegato per la gestione dell'evento (DGE): incaricato della
societa' organizzatrice e componente del GOS (ex art.  19-ter,  comma
1, lettera b, del decreto ministeriale 18 marzo 1996), svolge compiti
di  direzione  e  controllo  dei  servizi  effettuati  dagli  steward
all'interno dell'impianto sportivo;
      2) responsabile di funzione (RF): in relazione a ciascuna delle
funzioni operative elencate  al  punto  4.2,  lettere  da  A)  a  G),
coerentemente  con  le  direttive  del  delegato  per   la   gestione
dell'evento, impartisce disposizioni ai  dipendenti  coordinatori  di
settore. Risponde direttamente e fornisce supporto al delegato per la
gestione dell'evento;
      3) coordinatore di settore  (CS):  impartisce  disposizioni  ai
dipendenti capi unita' operanti in  un  determinato  settore  o  area
dell'impianto sportivo.  Risponde  direttamente  ai  responsabili  di
funzione;
      4) capo unita' (CU):  impartisce  disposizioni  agli  operatori
steward organizzati in unita' operative (composte  da  20  elementi).
Risponde direttamente al coordinatore di settore;
      5) operatore steward: esegue le disposizioni impartite dal capo
unita' operativa, al quale risponde direttamente.
 
2. Predisposizione dei servizi.
    2.1. Il DGE assolve ai propri compiti di  direzione  e  controllo
anche predisponendo il «Piano di  gestione  dell'evento»  (PGE),  che
comprende:
      il «Piano operativo steward» (POS), riguardante l'impiego degli
steward;
      le  attivita'  connesse  con   la   manifestazione   calcistica
afferenti alla safety, al ticketing e  alla  accoglienza  all'interno
dell'impianto (incluse le pertinenze).
    2.2. Il «Piano di gestione dell'evento» e' approvato dal  GOS  in
occasione di ogni competizione calcistica, almeno  tre  giorni  prima
dell'evento.
    2.3. Il DGE  predispone,  altresi',  l'elenco  degli  steward  da
impiegare  nei  servizi,  abbinando  a   ciascun   nome   un   numero
progressivo,  che  deve  corrispondere  a  quello   riportato   sulla
pettorina di riconoscimento, e specificando la  qualifica,  l'area  o
settore di utilizzo e i compiti assegnati.
    2.4. In occasione di manifestazioni  calcistiche  internazionali,
nello svolgimento dei servizi deve essere impiegata un'aliquota di CU
e OS pari almeno al 15%, che deve  possedere  un'adeguata  conoscenza
della lingua inglese o della lingua degli spettatori stranieri.
    2.5. Il conferimento dell'incarico di RF  e  CS  da  parte  della
societa' sportiva organizzatrice e' subordinato al preventivo assenso
del questore.
    2.6. L'elenco di  cui  al  punto  2.3,  unitamente  al  documento
attestante  la  copertura  assicurativa,  e'  trasmesso  al  questore
almeno cinque ore prima dell'inizio della competizione calcistica.
 
3. Riconoscimento degli steward.
    3.1.  Gli  steward,  fatta  eccezione  per  i  DGE,  durante   lo
svolgimento del servizio indossano una pettorina di riconoscimento di
colore giallo o arancione fluorescente  (il  primo  colore  riservato
agli OS, il secondo alle altre figure  professionali)  riportante  la
scritta «STEWARD» e un numero progressivo abbinato al  nome  indicato
nell'elenco degli steward in servizio di cui al punto 2.3, avente  le
caratteristiche indicate all'allegato E.
    3.1.  Sulla  tasca  per   l'alloggiamento   dell'apparato   radio
portatile, posta sul lato anteriore sinistro della pettorina, possono
essere riportati da uno a tre asterischi, di colore contrastante, che
individuano rispettivamente le qualifiche di CU, CS e RF.
    3.2. All'interno della tasca in materiale trasparente, posta  sul
lato anteriore  destro  della  pettorina,  e'  inserito  il  libretto
professionale personale dello steward di cui all'art. 4, comma 3, del
decreto, mostrando il fronte del libretto cartaceo o della card.
    3.3. Il  libretto  professionale  personale  dello  steward  deve
essere esibito a richiesta del personale appartenente alle  Forze  di
polizia.
    3.4. Sotto la pettorina di riconoscimento  e'  vietato  indossare
capi di abbigliamento dalla foggia militare.
    3.5. Per  specifiche  esigenze  di  rappresentanza,  in  limitati
settori o aree  dell'impianto  sportivo  indicate  nel  POS,  gli  OS
possono  indossare,  in  luogo  della  pettorina  di  riconoscimento,
giacche di colore  scuro,  a  condizione  che  tengano  in  vista  il
libretto professionale personale dello steward, esponendo  il  fronte
del libretto cartaceo o della card.
    3.6.  Restano  ferme  le  disposizionI  in  materia  di  uso  dei
dispositivi  di  protezione   individuale,   previste   dal   decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
 
4. Modalita' di svolgimento dei servizi.
    4.1. I servizi degli steward all'interno  dell'impianto  sportivo
(incluse  le  pertinenze)  sono  svolti  sotto   la   vigilanza   del
funzionario della Polizia di Stato coordinatore del GOS. Vigilano sui
servizi degli steward  anche  gli  ufficiali  di  pubblica  sicurezza
designati con ordinanza di servizio del questore, i quali  assicurano
gli interventi che richiedono l'esercizio  di  pubbliche  potesta'  o
l'impiego di personale delle Forze di polizia.
    4.2 I servizi degli steward  sono  svolti  secondo  modalita'  di
seguito   illustrate,   al   fine   di   assicurare   la   necessaria
collaborazione con le Forze di polizia.
A) Bonifica e verifica dei luoghi.
    Prima dell'apertura al pubblico,  conformemente  alle  istruzioni
approvate dal GOS, gli  steward  provvedono  a  ispezionare  l'intero
impianto sportivo al fine di:
      1. verificare la  stabilita'  e  l'ancoraggio  delle  strutture
mobili;
      2. garantire la  rimozione  di  eventuali  oggetti  illeciti  o
proibiti, nonche' di  qualsiasi  altro  materiale  che  possa  essere
impropriamente utilizzato per mettere in pericolo l'incolumita' delle
persone o per danneggiare l'impianto;
      3. adottare ogni  iniziativa  necessaria  ad  evitare  che  sia
minimamente ostacolata l'utilizzabilita' delle vie di fuga;
      4.  verificare  la  perfetta   funzionalita'   degli   impianti
antincendio,  delle  uscite   di   sicurezza   e   del   sistema   di
videosorveglianza.
    Al termine delle predette attivita',  gli  steward  provvedono  a
presidiare in maniera continuativa l'impianto.
B) Prefiltraggio.
    In prossimita' dei varchi di accesso situati lungo  il  perimetro
dell'area  riservata  dell'impianto  (area  di  prefiltraggio),   gli
steward provvedono a:
      1. accogliere  gli  spettatori,  fornendo  le  informazioni  in
merito alla fruibilita' degli spazi e dei servizi dello stadio;
      2. indirizzare  gli  spettatori  verso  il  varco  di  ingresso
attrezzato che  adduce  all'area  di  massima  sicurezza  da  cui  il
titolare del biglietto deve accedere allo stadio.
      3.  presidiare  i  varchi   di   accesso   all'area   riservata
dell'impianto;
      4. verificare il possesso di  regolare  titolo  di  accesso  da
parte degli spettatori;
      5. accertare la corrispondenza dell'intestazione del titolo  di
accesso allo stadio alla persona fisica che lo possiede,  richiedendo
l'esibizione di un valido documento di identita' e negando l'ingresso
in caso di difformita' ovvero nell'ipotesi in cui la medesima persona
sia sprovvista del documento di identita';
      6. verificare, nelle ipotesi di rilascio di biglietti  gratuiti
(previste dall'art. 11-ter del decreto-legge n. 8 del  2007),  che  i
minori di anni quattordici siano accompagnati da un genitore o da  un
parente fino al quarto grado;
      7. controllare il rispetto del regolamento d'uso  dell'impianto
al fine di:
        evitare l'introduzione  di  oggetti,  strumenti  e  materiali
illeciti, proibiti, atti ad offendere o comunque, pericolosi  per  la
pubblica incolumita';
        verificare,  presso  l'apposito  varco  dedicato,   bandiere,
striscioni  e  qualsiasi  altro  materiale   coreografico   negandone
l'introduzione se illecite o comunque non consentiti;
      8. segnalare all'interessato  la  facolta'  di  depositare  gli
oggetti che non possono essere introdotti  all'interno  dell'impianto
sportivo, in appositi contenitori collocati in prossimita' dei varchi
d'ingresso e messi a disposizione dalla societa' organizzatrice della
competizione sportiva, d'intesa con il proprietario dell'impianto, se
soggetto diverso.
C) Filtraggio.
    In prossimita'  dell'accesso  ai  preselettori  di  incanalamento
antistanti ai varchi attrezzati situati lungo il perimetro  dell'area
di massima sicurezza (area di filtraggio), gli steward provvedono a:
      1. controllare il rispetto del regolamento d'uso dell'impianto,
finalizzato ad evitare l'introduzione di oggetti o sostanze illecite,
proibite,  o  comunque  pericolosi  per  la   pubblica   incolumita',
effettuando il sommario controllo visivo delle persone e delle  borse
od oggetti portati e procedendo al controllo degli stessi, con  metal
detector portatili, per una percentuale  non  inferiore  al  40%  dei
biglietti venduti;
      2. segnalare all'interessato la facolta' di depositare  oggetti
che non possono essere introdotti all'interno dell'impianto sportivo,
in  appositi  contenitori  collocati  in   prossimita'   dei   varchi
d'ingresso e messi a disposizione dalla societa' organizzatrice della
competizione, d'intesa con il proprietario dell'impianto, se soggetto
diverso,   in   attuazione   di   apposite   linee   guida   definite
dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ai  sensi  dell'art.
1-octies del decreto-legge n. 28 del 2003;
      3. regolamentare i flussi e provvedere all'instradamento  degli
spettatori verso i  tornelli  attraverso  i  quali  il  titolare  del
biglietto deve accedere  allo  stadio,  ovvero,  per  gli  spettatori
diversamente abili, verso gli appositi varchi.
    In prossimita' dei tornelli elettronici  e  dei  varchi  per  gli
spettatori diversamente abili, gli steward assicurano:
      1. il presidio  dei  varchi  di  accesso  all'area  di  massima
sicurezza dell'impianto;
      2.  l'eventuale  assistenza  alla  verifica   elettronica   del
biglietto;
      3. l'instradamento al settore dello stadio presso il  quale  e'
ubicato il posto a sedere assegnato al titolare del biglietto.
D) Instradamento all'interno dell'impianto sportivo.
    In prossimita' dell'accesso agli spalti, gli  steward  instradano
il titolare del biglietto verso il posto a sedere a lui assegnato.
E) Altre attivita' all'interno dell'impianto sportivo.
    Durante  la  durata  di  permanenza  del   pubblico   all'interno
dell'impianto sportivo,  gli  steward  assicurano  il  controllo  del
rispetto del regolamento d'uso dell'impianto, attraverso la:
      1. vigilanza dei luoghi e lungo  il  perimetro  delle  aree  di
sicurezza dell'impianto sportivo (di cui all'art. 8-bis, comma 1  del
decreto ministeriale 18 marzo 1996), finalizzata ad evitare  indebiti
accessi  nell'impianto  medesimo   attraverso   scavalcamento   delle
recinzioni e dei separatori;
      2. osservazione e vigilanza degli spettatori in tutte  le  aree
interessate  dalla  loro  presenza,   inclusa   la   verifica   della
corrispondenza dell'identita' del possessore del biglietto  e  quella
di colui che materialmente  occupa  il  posto,  finalizzati  anche  a
prevenire e rilevare comportamenti illeciti o comunque pericolosi per
la pubblica incolumita'  ed  individuare  situazioni  che  potrebbero
creare  turbative  all'ordine  ed   alla   sicurezza   pubblica   per
l'immediata segnalazione alle Forze dell'ordine;
      3. vigilanza e controllo degli accessi, delle aree e delle zone
interdette al pubblico;
      4.  custodia  degli  oggetti  e  dei  materiali  lasciati,  ove
previsto, in consegna all'atto dell'ingresso da  parte  degli  utenti
dell'impianto sportivo;
      5. eventuale perimetrazione del terreno di gioco;
      6. eventuale separazione, all'interno di uno stesso settore, di
gruppi di spettatori, attraverso la creazione di zone temporaneamente
sottoposte a divieto di stazionamento e movimento;
      7. vigilanza e controllo degli  accessi,  dei  percorsi,  delle
aree e dei locali riservati a persone diverse dagli spettatori;
      8.  indirizzamento  e  assistenza  a  persone   diverse   dagli
spettatori della competizione sportiva nelle aree e nei  locali  loro
riservati;
      9. concorso  attivo  nelle  procedure  inerenti  alla  pubblica
incolumita' ed alle emergenze, nonche' i servizi connessi;
      10. ogni altro controllo o attivita' disposti  dalle  autorita'
di pubblica sicurezza  per  il  cui  espletamento  non  e'  richiesto
l'esercizio  di  pubbliche  potesta'   o   l'impiego   operativo   di
appartenenti alle Forze di polizia;
      11. concorso attivo negli  altri  servizi  previsti  dal  Piano
finalizzato  al  mantenimento  delle  condizioni  di  sicurezza,   al
rispetto  dei  divieti,  delle  limitazioni  e  delle  condizioni  di
esercizio ed a garantire  la  sicurezza  delle  persone  in  caso  di
emergenza.
F) Assistenza alle persone diversamente abili.
    Nello svolgimento delle  attivita'  indicate  nei  paragrafi  che
precedono, gli steward assicurano altresi' l'assistenza alle  persone
diversamente abili.
G) Attivita' in caso di violazione del regolamento d'uso.
    In caso di trasgressione alle norme di accesso  e  di  permanenza
all'interno dell'impianto  sportivo  o  al  regolamento  d'uso  dello
stesso, gli steward:
      1.  dopo  aver  richiamato   il   trasgressore   all'osservanza
dell'obbligo o del  divieto,  negano  l'accesso  ovvero  invitano  il
contravventore a lasciare l'impianto;
      2. in caso di inottemperanza al legittimo diniego di accesso  o
allontanamento ovvero in caso di  altre  violazioni  della  normativa
vigente o del regolamento d'uso che  prevedano  l'applicazione  della
sola sanzione amministrativa  pecuniaria,  dopo  aver  richiamato  il
trasgressore all'osservanza dell'obbligo  o  del  divieto,  accertano
l'identita' del trasgressore attraverso la  richiesta  di  esibizione
del titolo d'accesso e di un valido documento d'identita';
      3.  curano  la  successiva  segnalazione  delle  infrazioni  ai
pubblici ufficiali ed agenti competenti a norma dell'art. 13, primo e
secondo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
      4. segnalano al personale delle Forze di  polizia  in  servizio
presso l'impianto sportivo, per  i  successivi  accertamenti,  coloro
che, maggiori degli anni 15, a richiesta del personale incaricato dei
servizi di controllo, si dichiarano sprovvisti di un valido documento
d'identita'.
H) Documentazione delle attivita'.
    L'attivita' svolta dagli steward ai sensi della lettera E), n.  4
e 8 e ai  sensi  della  lettera  G)  e'  documentata  su  modulistica
predisposta  dal  DGE  e  trasmessa  al  coordinatore  del  GOS   per
l'attivita' di competenza.
    Le attivita' di  prefiltraggio  e  di  filtraggio,  di  cui  alle
lettere B) e  C),  sono  svolte  sotto  la  diretta  vigilanza  degli
ufficiali e agenti di  pubblica  sicurezza  preposti  agli  specifici
servizi, i quali assicurano gli interventi che richiedono l'esercizio
di pubbliche potesta' o  l'impiego  di  appartenenti  alle  Forze  di
polizia.
I) Ulteriori servizi ausiliari dell'attivita' di polizia.
    Fermo restando quanto previsto al punto 4.1, agli steward possono
essere affidati i seguenti ulteriori servizi ausiliari dell'attivita'
di polizia per il cui espletamento non e'  richiesto  l'esercizio  di
pubbliche potesta' o l'impiego operativo di appartenenti  alle  Forze
di polizia:
      1. controllo di cui alla lettera C),  n.  1,  anche  attraverso
verifiche manuali a campione dell'abbigliamento e delle cose  portate
indosso dai soggetti che accedono all'impianto sportivo (tecnica  del
pat-down), quando tale modalita' di controllo si rende necessaria  al
fine di evitare l'introduzione all'interno dell'impianto sportivo  di
oggetti, strumenti e materiali illeciti, proibiti, atti ad  offendere
o comunque pericolosi per la pubblica incolumita';
      2. attivita' di prefiltraggio e filtraggio, di cui alle lettere
B) e C), anche  attraverso  il  concorso  nelle  procedure  di  primo
intervento che non  comporti  l'esposizione  a  profili  di  rischio,
quando tale modalita' di intervento si renda necessaria  per  evitare
indebiti accessi nell'impianto sportivo attraverso  lo  scavalcamento
dei varchi d'ingresso, ovvero per prevenire o interrompere condotte o
situazioni potenzialmente pericolose per l'incolumita'  o  la  salute
delle persone, fermo restando  l'obbligo  di  immediata  segnalazione
alle Forze di polizia cui,  a  richiesta,  deve  essere  prestata  la
massima collaborazione.
    I servizi di cui ai precedenti n. 1 e  2  possono  essere  svolti
dagli steward, preventivamente individuati, che hanno  acquisito  una
specifica attestazione nell'ambito dei corsi  di  formazione  di  cui
all'allegato C, previo assenso  del  Questore  e  sotto  la  costante
supervisione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza  preposti
agli specifici servizi.
 
5. Impiego di steward esterni.
    5.1. Le societa' calcistiche organizzatrici, per  lo  svolgimento
dei servizi di cui all'art. 3, comma 1, del decreto  ad  integrazione
del proprio contingente, possono  impiegare  un'aliquota  di  steward
individuata dalla societa' calcistica ospite. Tale aliquota non  puo'
superare il 50% del numero degli steward previsti  per  lo  specifico
impianto sportivo, in base alla proporzione  di  almeno  1/250  della
capienza.
    5.2. L'impiego di steward a integrazione  del  contingente  della
societa' calcistica organizzatrice deve essere  indicato  nel  «Piano
operativo steward» (POS).
    5.3.  Gli  steward  inviati  a  integrare  il  contingente  della
societa' calcistica organizzatrice sono inseriti, in  modo  da  poter
essere distinti, nell'elenco nominativo degli steward di cui al punto
2.3, che il DGE e'  tenuto  a  comunicare  al  questore.  Gli  stessi
partecipano a un briefing  di  ambientamento  nell'impianto  sportivo
dove saranno impiegati, curato  dal  DGE  della  societa'  calcistica
organizzatrice,  da  tenersi  almeno un'ora  prima  dell'inizio   dei
servizi,  che  dovranno  essere  svolti  esclusivamente   all'interno
dell'impianto sportivo (incluse le pertinenze).
                                                           Allegato E
 
ABBIGLIAMENTO IN DOTAZIONE  AGLI  STEWARD  E  LIBRETTO  PROFESSIONALE
  PERSONALE DELLO STEWARD
 
1. Abbigliamento di riconoscimento in dotazione agli steward.
    1.1. E' costituito da una pettorina  da  indossare  dalla  testa,
allacciata su entrambi i lati  tramite  velcro  o  ganci  automatici,
aventi le caratteristiche di seguito indicate.
    1.2. Colore: giallo o arancio ad  alta  visibilita'  e  banda  di
colore argento luminescente - norma UNI-EN 340-471-530.
    1.3. Segni identificativi:
      parola «STEWARD».
      numero progressivo.
    I predetti segni identificativi sono riportati all'interno di  un
riquadro collocato al centro di entrambi i lati della pettorina.
    1.4. Il riquadro ha un bordo di colore argento luminescente e  il
fondo di colore blue nato (codice colore: blue  nato-pantone:  279c).
Le misure del riquadro sono: 25 cm × 25 cm.
    1.5. Le lettere e i numeri sono di colore  argento  luminescente.
Le misure delle lettere sono: larghezza 1,3 cm e altezza 7,5  cm.  Le
misure dei numeri sono: larghezza 5 cm e altezza 7.5 cm.
    1.6. Sotto il riquadro, su entrambi i lati  della  pettorina,  e'
posta una banda di colore argento retroriflettente larga 5 cm.
    1.7. Sul lato anteriore sinistro della pettorina,  a  fianco  del
riquadro, e' cucita una tasca per l'alloggiamento dell'apparato radio
portatile, avente le seguenti misure: larghezza 10 cm  e  altezza  15
cm.  Su  tale  tasca  possono  essere  applicati  gli  asterischi  di
qualifica indicati al punto 3.1 dell'allegato D.
    1.8. Sul lato anteriore destro  della  pettorina,  a  fianco  del
riquadro, e' cucita una tasca in materiale trasparente, ove  inserire
il libretto professionale personale di cui all'art. 4, comma  3,  del
decreto, avente le seguenti misure: 10 cm × 10 cm.
    1.9.  E'  ammessa  l'apposizione  di  marchi  commerciali   sulle
casacche, a condizione  che  cio'  non  comprometta  la  funzione  di
riconoscimento. I criteri per l'apposizione  dei  marchi  commerciali
sono regolati con apposita determinazione dell'osservatorio.
 
2. Libretto professionale personale dello steward.
    2.1. Il libretto professionale personale  dello  steward  di  cui
all'art. 4, comma 3, del decreto, puo' essere cartaceo o  elettronico
(formato card con microprocessore).
    2.2.  Il  libretto,  in  formato  cartaceo  o   elettronico,   e'
rilasciato dalla  struttura  formativa  e  deve  riportare  almeno  i
seguenti dati:
      ragione sociale della struttura;
      dati anagrafici del titolare (nome,  cognome,  luogo,  data  di
nascita, sesso, indirizzo di residenza);
      fotografia e firma del titolare;
      data di conseguimento e livello della  qualifica  professionale
attestata;
      aggiornamento delle progressioni di qualifica  (dato  attestato
dalla societa' di formazione);
      sessioni di aggiornamento  frequentate  (dato  attestato  dalla
societa' di formazione);
      esercitazioni frequentate (dato attestato dal DGE);
      impiego operativo relativo a ogni evento  (dato  attestato  dal
DGE).
    2.3. Durante lo svolgimento del servizio, lo steward deve  tenere
il libretto professionale personale inserito nella tasca  trasparente
della pettorina, in modo che la copertina del formato cartaceo  o  il
fronte della card siano facilmente visibili.
    2.4. Il libretto professionale personale, in formato cartaceo  ed
elettronico,   deve   essere    conforme    al    modello    definito
dall'osservatorio con propria determinazione.

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