Autore Topic: Illegittima la trasformazione in "luogo di culto" di un laboratorio (anche senza  (Letto 191 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Simone Chiarelli

  • Dott. Simone Chiarelli
  • Administrator
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 18.548
  • Dott. Simone Chiarelli
    • Mostra profilo
    • Chiarelli Simone
    • E-mail
Illegittima la trasformazione in "luogo di culto" di un laboratorio (anche senza opere)



TAR LOMBARDIA – MILANO, SEZ. II – sentenza 22 agosto 2019 n. 1916

DIRITTO

1. Il primo motivo di ricorso è infondato.

Dall’esame degli atti risulta che l’utilizzo permanente ad uso di culto è provato non solo dall’accesso presso la sede dell’associazione ma anche dalle dichiarazioni delle persone interrogate sul luogo, da video su youtube, da estratti di siti web e dalle dichiarazioni rese sul motore di ricerca google da persone che hanno frequentato il luogo.

Deve quindi escludersi che l’individuazione dell’uso dell’immobile sia stato affidato ad un solo accesso ma deriva da una pluralità di elementi che formano un complesso di indizi gravi precisi e concordanti in merito all’utilizzo non saltuario dell’immobile quale luogo di culto aperto alla generalità dei fedeli.

A ciò si aggiunge che il sopralluogo effettuato dalla Polizia Locale in data 23.09.2014 è stato confermato da un ulteriore sopralluogo della Polizia Locale, in data 21 marzo 2019, dal quale risulta, tra l’altro, un’insegna sull’immobile con la denominazione “XXXX”, ossia moschea.

A ciò si aggiunge che nessuna prova contraria è fornita dalla ricorrente, neppure in merito al preteso mancato accertamento dei caratteri delle suppellettili presenti nell’immobile.

2. Anche il secondo motivo di ricorso è infondato.

Sebbene possa convenirsi con la giurisprudenza citata dalla ricorrente, secondo la quale non è luogo di culto ai fini urbanistici quello utilizzato a tali fini saltuariamente, per uso privato, e con frequenza limitata, manca nel caso di specie alcuna prova che effettivamente si sia trattato di un uso di tal fatta.

Infatti non esiste traccia dell’uso a laboratorio dell’immobile né di altro uso diverso da quello individuato dagli accertamenti della polizia locale. Si tratta inoltre di locali assurti all’onore della cronaca per l’uso a fini religiosi continuo da parte di un ampio numero di persone, con la conseguenza che si deve escludere che l’uso religioso sia saltuario ed abbia natura privata.

In merito la giurisprudenza ha chiarito che il mutamento d’uso dell’immobile, in assenza di opere edilizie, diviene rilevante, in base all’articolo 32 del D.P.R. n. 380/2001, esclusivamente ove implichi variazione degli standard previsti dal D.M. 02.04.1968 (TAR Veneto, Sez. II, sentenza 27.01.2015 n. 91).

L’afflusso non sporadico di un notevole numero di persone porta ad escludere che il cambio di destinazione d’uso in questione non sia idoneo a determinare un aumento del fabbisogno di aree per servizi e attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale tale da renderlo irrilevante dal punto di vista urbanistico.


3. Anche l’ultimo motivo di ricorso è infondato.

La correlazione tra i lavori di ristrutturazione dei bagni e la realizzazione di un bagno per disabili da un lato e la funzione religiosa dall’altro, è facilmente desumibile dal fatto che si tratta di servizi presenti normalmente in luoghi aperti al pubblico destinati a soddisfare le esigenze di persone che provengono dall’esterno. Nessuna prova dell’uso privato di tali servizi è stata fornita dalla ricorrente. Poiché non è fornita prova di alcun uso dell’immobile diverso da quello religioso è del tutto ragionevole ritenere che i bagni siano a servizio degli avventori della moschea.

In definitiva quindi il ricorso va respinto.

4. Sussistono giustificati motivi per compensare le spese del giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Forum del Portale Omniavis.it