Autore Topic: commercio alimenti aree pubbliche  (Letto 12424 volte)

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #9 il: 07 Febbraio 2019, 07:37:43 »
Hobbisti, occasionalità e controlli - commento a parere Agenzia Entrate - 6/2



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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #9 il: 07 Febbraio 2019, 07:37:43 »

 


Offline Simone Chiarelli

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #8 il: 17 Maggio 2012, 06:01:58 »
Ritorno sull'argomento perchè l'Asl ha confermato che anche coloro che preparano e vendono alimenti non professionalmente hanno l'obbligo di presentare la DIA sanitaria.

Mi spiace segnalare alla ASL che circa 60 milioni di italiani si fanno da mangiare senza notifica sanitaria. Spero non mi verrà mai richiesta!!
Questa è una battuta (ma non solo).
La normativa igienico-sanitaria trova applicazione nell'ambito di attività professionali e imprenditoriali o per attività anche non imprenditoriali (si pensi ai circoli) purchè svolte con organizzazione strutturalmente dedicata a servizi di vendita a terzi.
La normativa comunitaria e nazionale non trova applicazione per il consumo domestico privato e per la vendita occasionale non professionale.

Offline cristhiane

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #7 il: 16 Maggio 2012, 21:28:47 »
Ritorno sull'argomento perchè l'Asl ha confermato che anche coloro che preparano e vendono alimenti non professionalmente hanno l'obbligo di presentare la DIA sanitaria.

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #6 il: 12 Maggio 2012, 15:27:37 »
In occasione di una sagra vene chiesto all'asl se era possibile che un  gruppo di pie donne potessero vendere torte fatte in casa per scopi benefici, orbene essi risposero che era assolutamente vietato in quanto non proveniva da laboratori autorizzati. Cosa pensare di fronte a 2 risposte diverse in merito al medesimo caso?

Chiunque può vendere propri prodotti, alimentari o meno, a terzi.
Il problema nasce SOLO quando diviene una attività professionale o imprenditoriale per la quale scattano le norme sanitarie e amministrative.

Ma la vendita non professionale è libera. Le pie donne la potrebbero fare in casa loro liberamente.
Ovviamente se occupano il suolo pubblico si pone il problema della relativa concessione ma NON VI SONO aspetti di rilevanza sanitaria.
Nemmeno in unione sovietica negli anni '60 esisteva una disciplina rigida quale quella descritta dalla ASL!!!!!!!!!

Offline cristhiane

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #5 il: 12 Maggio 2012, 10:33:14 »
In occasione di una sagra vene chiesto all'asl se era possibile che un  gruppo di pie donne potessero vendere torte fatte in casa per scopi benefici, orbene essi risposero che era assolutamente vietato in quanto non proveniva da laboratori autorizzati. Cosa pensare di fronte a 2 risposte diverse in merito al medesimo caso?

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #4 il: 11 Maggio 2012, 13:29:26 »
Il mio dubbio riguarda la vendita di alimenti fatti in casa e quindi non provenienti da un laboratorio autorizzato ai fini della notiifca sanitaria.
Ma a questo mondo mica bisogna per forza passare da laboratori autorizzati. Ci mancherebbe altro.
Se uno non esercita professionalmente può vendere quello che vuole realizzato come vuole tanto chi compra sa le caratteristiche del venditore.
E forse.... chi compra .... starà anche meglio!!!!

Offline cristhiane

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #3 il: 11 Maggio 2012, 09:10:23 »
Il mio dubbio riguarda la vendita di alimenti fatti in casa e quindi non provenienti da un laboratorio autorizzato ai fini della notiifca sanitaria.

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Re:commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #2 il: 10 Maggio 2012, 21:05:02 »
Nell'ambito di una fiera riservata ad artigiani ed hobbisti, alcune casalinghe vorrebbero esporre e vendere dolci e pane fatto IN CASA. E' corretto affermare che questo non è possibile neppure facendo ricorso all'escamotage della vendita tramite un'offerta in luogo di un prezzo di vendita esposto al  pubblico?
Grazie.

Niente vieta di prevedere spazi a disposizione di persone (che siano casalinghe o meno è indifferente) che operano non professionalmente per la cessione di prodotti fatti in casa. Ma occorre prevederlo nel regolamento/disciplinare o nel bando.
TUTTAVIA non mi scandalizza la concessione di suolo pubblico, anche extra-bando, vista la peculiarità dei soggetti e dell'iniziativa e quindi, se fossi nell'amministrazione e volessi consentirlo, approverei una delibera di giunta specifica che consenta la cessione di tot spazi per tali soggetti.

Offline cristhiane

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commercio alimenti aree pubbliche
« Risposta #1 il: 10 Maggio 2012, 19:15:43 »
Nell'ambito di una fiera riservata ad artigiani ed hobbisti, alcune casalinghe vorrebbero esporre e vendere dolci e pane fatto IN CASA. E' corretto affermare che questo non è possibile neppure facendo ricorso all'escamotage della vendita tramite un'offerta in luogo di un prezzo di vendita esposto al  pubblico?
Grazie.