Autore Topic: LA VALUTAZIONE DELLE EROGAZIONI LIBERALI IN NATURA  (Letto 37 volte)

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LA VALUTAZIONE DELLE EROGAZIONI LIBERALI IN NATURA
« Risposta #1 il: 03 Febbraio 2020, 14:20:39 »
Il 30 gennaio scorso al n. 24 della G.U. è stato pubblicato il D.M. cui faceva riferimento l’art. 83 del Decreto
Legislativo 117/2017.
Ricordiamo che l’art. 83 tracciava le nuove detrazioni e deduzioni per le erogazioni liberali agli Enti del
Terzo Settore con attività non commerciali accordando una detrazione del 30% dall’imposta lorda sul
reddito delle persone fisiche per un importo annuo complessivo non superiore a 30.000 euro, 35% per
quelle nei confronti di Associazioni di Volontariato.
Per i soggetti ires e in alternativa per i soggetti irpef che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo,
l’erogazione liberale può essere portata in deduzione dal reddito complessivo netto del soggetto erogatore
nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. L’eventuale eccedenza potrà essere dedotta negli
esercizi successivi ma non oltre il quarto.
Si ricorda inoltre che le disposizioni di cui sopra in mancanza dell’operatività del Registro Unico del Terzo
Settore e dell’autorizzazione da parte della Commissione Europea sono valide per le ONLUS e per le
Associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale iscritte ai rispettivi registri.
Il Decreto Ministeriale individua all’art. 3 la valorizzazione dei beni in natura riportando tre metodi di
valutazione a secondo della tipologia di beni individuati.
Generalmente la valorizzazione del bene oggetto dell’erogazione sarà fatta con il metodo del valore
normale e quindi il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni della stessa specie in condizioni
di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni sono
stati acquistati o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.
Nel caso che il bene sia identificato come bene strumentale del soggetto erogatore, la valutazione del bene
sarà data dal residuo valore fiscale al momento del trasferimento.
Nel caso, invece, che i beni donati siano oggetto della produzione o dello scambio dell’attività
dell’impresa o siano beni acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione, il valore sarà
determinato dal minore tra il valore normale e il valore che scaturisce dalla valutazione delle rimanenze
finali di magazzino.
Il decreto, inoltre, dispone che, per quei beni dove non sia possibile determinare un valore con i metodi
precedenti e comunque in presenza di donazioni di importi superiori a 30.000 euro, il donatore dovra'
acquisire una perizia giurata che attesti il valore dei beni donati, recante data non antecedente a
novanta giorni il trasferimento del bene.
Formalmente l'erogazione liberale in natura deve risultare da atto scritto contenente la dichiarazione del
donatore recante la descrizione analitica dei beni donati, con l'indicazione dei relativi valori, nonche' la
dichiarazione del soggetto destinatario dell'erogazione contenente l'impegno ad utilizzare direttamente i
beni medesimi per lo svolgimento dell'attivita' statutaria, ai fini dell'esclusivo perseguimento di finalita'
civiche, solidaristiche e di utilita' sociale.
Nel caso di donazione che rientri nell’obbligo di perizia giurata il donatore deve consegnare al soggetto
destinatario dell'erogazione copia della stessa.
Sigma Sas di Simona Lenzi & C.
Servizi alle imprese e al terzo settore
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« Risposta #1 il: 03 Febbraio 2020, 14:20:39 »