Autore Topic: Autorizzazioni per gioco a quiz  (Letto 146 volte)

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Offline Daniele Caratelli

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Re:Autorizzazioni per gioco a quiz
« Risposta #3 il: 25 Giugno 2020, 23:35:00 »
Grazie della risposta.

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Re:Autorizzazioni per gioco a quiz
« Risposta #3 il: 25 Giugno 2020, 23:35:00 »

 


Offline Mario Maccantelli

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Re:Autorizzazioni per gioco a quiz
« Risposta #2 il: 23 Giugno 2020, 21:44:05 »
Per la somministrazione non vedo problemi, in ogni caso la tratterei come somministrazione temporanea in occasione di eventi / manifestazioni. Da declinare, quindi, ai sensi della relativa legge regionale e tenendo conto dell’art. 41 del DL n. 5/2012.

Sul gioco a premi siamo in limbo applicativo che potrebbe cadere verso un’abilitazione TULSP ex artt. 69/68 e 80 in quanto considerato trattenimento oppure verso l’art. 86 TULPS in quanto attività riconducibile al gioco oppure verso il DPR n. 430/2001 in quanto attività riconducibile al gioco a premi o alle manifestazioni della sorte locale.

Resterebbe anche l’ipotesi residuale del “nulla”: attività ludico-ricreativa che sottende la libera facoltà dei cittadini di riunirsi ex art. 17 Cost, visto che non siamo in Korea del Nord (scusa l’ironia…)

Io, naturalmente, sarei per l’ipotesi residuale ma, inutile nasconderlo, siamo un popolo barocco e senza un timbro o un nulla osta ci pare che manchi qualcosa e qualcune che tira fuori una sanzione si trova sempre.

Da quello che dici, credo che il DPR n. 430/01 non si applicabile. È vero che i concorsi a premi riguardano anche il caso dei quiz (art. 2, comma 1, lett. c)) ma restano manifestazioni pubblicitarie. E poi, se si applicasse il DPR n. 431/01, occorrerebbe un’autorizzazione ministeriale. Non mi pare nemmeno il caso della “sorte locale”.

Relativamente agli altri due casi, il confine è incerto. Nessuna norma moderna ha mai tracciato il perimetro del gioco e il perimetro del trattenimento: alla fine, il gestore di una sala giochi offre trattenimento e i giochi potrebbero essere i giochi in scatola e di ruolo. Il problema è la corresponsione di premi in denaro o in natura che sarebbe proibita (occorre un riconoscimento statale e una concessione). Come rilevato dal TAR Piemonte n. 1693/2009, quando per la partecipazione a tali giochi sia richiesto il pagamento "di una posta in denaro" e sia prevista la corresponsione ai vincitori di "una ricompensa di qualsiasi natura", l’organizzazione e l’esercizio dei giochi medesimi "sono riservati allo Stato" (art. 1 D. Lgs. 14.04.1948, n.496), e, in particolare, al Ministero dell’economia e delle finanze - Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (cfr. art. 1 D.P.R. 24.01.2002 n. 33 e dell’art. 4 D.L. 08.07.2002, n. 138 convertito con L. 08.08.2002, n. 178), che può esercitarli direttamente oppure tramite propri concessionari, ossia attraverso soggetti titolari di concessioni rilasciate periodicamente dalla stessa Aams in esito a pubbliche
gare
.

Se fai una comunicazione ai monopoli è la fine 😊

Quello che ho appena riassunto è il problema che viene nascosto in tutte le gare di briscola nei bar, nei circoli o nelle sagre.

Prendendo spunto proprio dalle gare di briscola, posso rilevare che, molto spesso, queste prendono la strada del piccolo trattenimento svolto in pubblico esercizio reputando i premi in natura come qualcosa di trascurabile a prescindere.

Per chiudere, forse la strada del piccolo trattenimento è la migliore ma il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che se si applica il TULPS, lo si applica in toto: art. 68  e 80. Qua è da vedere come applicare questi articoli nel miglior modo possibile. Vedi anche il DM 19/08/96 sui vari aspetti di sicurezza come, ad esempio, il posizionamento delle sedie (se è trattenimento/spettacolo allora, per adesso, solo con persone sedute – lett. m) art. 1 del DPCM 11/06)

Per il covid occorre seguire quanto previsto dalle schede tecniche in allegato al DPCM 11/06 oppure alle ordinanze regionali se ci sono. Non è prevista una comunicazione preventiva ma solo il soddisfacimento delle prescrizioni.

Offline Daniele Caratelli

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Autorizzazioni per gioco a quiz
« Risposta #1 il: 23 Giugno 2020, 18:33:48 »
Salve, vi scrivo per porVi un quesito,  il comitato festeggiamenti, vorrebbe fare un gioco a quiz organizzato a squadre come evento pubblico denominato "il cervellone Champions quiz" in un'area di proprietà del Comune, con annessa somministrazione di alimenti e bevande. Si premette che il quiz verrebbe organizzato da una società e che sono previsti dei premi in beni e servizi (ad esempio il primo premio è un viaggio). E' possibile effettuare la somministrazione di alimenti e bevande legata ad un gioco a premi? in caso di risposta positiva come bisogna istruire la pratica di somministrazione e di autorizzazione al gioco? Lo scrivente ritiene che possa essere necessario una SCIA unica di somministrazione, una SCIA per piccolo trattenimento con allegato piano di sicurezza e misure anticovid e una comunicazione al monopolio relativamente al gioco a quiz.
Ringrazio per la vostra disponibilità.
Cordiali saluti.
L'Istruttore Amministrativo Daniele Caratelli