Autore Topic: attività di intrattenimento pubblico esercizio  (Letto 133 volte)

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Offline Mario Maccantelli

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Re:attività di intrattenimento pubblico esercizio
« Risposta #2 il: 29 Luglio 2020, 16:11:20 »
La questione dipende dai particolari. Ad uso di tutti i lettori riassumo la questione in termini generali.

In sintesi, dopo il 2012, con al modifica all’art. 124 del Reg. TULPS, il gestore del pubblico esercizio (bar, ristorante, albergo, ecc.), già abilitato con art. 86 TULPS (quindi già ok con i requisiti personali TULPS) può eseguire trattenimenti presso l’esercizio senza ulteriori titoli abilitativi a condizione che:
- il trattenimento sia un qualcosa a servizio dell’attività principale che (quest’ultima) deve rimanere tale;
- il locale non si trasformi (fisicamente parlando) in qualcosa di diverso: tolgo i tavoli e la gente balla come fosse una discoteca.
- i TULPisti” più ortodossi vogliono che il gestore non faccia pubblicità degli eventi come fossero serate di pubblico spettacolo e neppure che i clienti paghino qualcosa in più del normale.

A parere mio non è così credendo che la modifica all’art. 124 del reg. TULPS abbia voluto proprio liberalizzare l’attività di trattenimento vera e propria e non indicare che è consentito quello che già prima poteva essere considerata solo della mera musica di compagnia.

In ogni caso, posso essere d’accordo con i più ortodossi ritenendo necessaria l’applicazione dell’art. 80 TULPS (che riguarda la sicurezza dei locali) quando, nei fatti, quel pubblico esercizio si è trasformato in una balera. In questo caso si può applicare il pacchetto completo: 68 +80 TULPS
Quindi, dopo il 2012, le alternative sono due:
- nessuna pratica TULPS finché è ragionevole ritenere che lo spettacolo/trattenimento resti funzionale all’esercizio dell’attività principale;
- pacchetto completo (68+80 TULPS) se tizio cambia mestiere e si mette a fare l’intrattenitore, anche se temporaneamente  (sotto le 200 persone può essere una SCIA asseverata).

Sul punto e su quanto sia opinabile la cosa vedi il TAR Lecce n. 3171/2015 (favorevole all’esercente) e l’appello che ribaltato il giudizio di primo grado: CdS n. 818/2018.

Alla luce di quanto affermato (vedi le sentenze), un’accurata attività ispettiva può portare a rilevare l’effettiva attività di trattenimento con imputazione di responsabilità in capo al gestore. Da prima ci può essere una prescrizione dirigenziale a mente dell’art. 9 TULPS: vero è che la tua abilitazione TULPS consente anche la musica di sottofondo ma devono essere messe in atto tutte le misure per azzerare il rischio di assembramento/ballo/ ecc.

Di seguito passare al sanzionamento: mancanza art. 80 TULPS oppure mancato rispetto delle prescrizioni date e vedere se applicare anche le sanzioni covid
« Ultima modifica: 03 Agosto 2020, 17:59:55 da Mario Maccantelli »

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Re:attività di intrattenimento pubblico esercizio
« Risposta #2 il: 29 Luglio 2020, 16:11:20 »

 


Offline Aribal

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attività di intrattenimento pubblico esercizio
« Risposta #1 il: 28 Luglio 2020, 17:07:59 »
Salve, un pubblico esercizio all'aperto che ha ottenuto l'occupazione temporanea di suolo pubblico all'esterno (trattasi di chiosco comunale dato in concessione) vuole organizzare delle serate (ogni tanto al venerdi' o al sabato) con la presenza di un deejay per allietare i clienti.
Il problema è che la gente che va a servirsi al locale magari si posiziona all'esterno per ascoltare la musica (e magari ballare) in quanto l'area esterna è adiacente ad un parco pubblico aperto (no recizioni o delimitazioni per accedere), per cui da semplice "intrattenimento" fa presto a trasformarsi in una discoteca a cielo aperto. Per lo più è in pieno centro abitato e ci sono già lamentele per i rumori.......
Fermo restando che devono rispettare la normativa acustica prevista dal regolamento comunale, come ci dobbiamo comportare noi come amminstrazione?
Considerarla come attività accessoria alla somministrazione (e quindi ammissibile senza autorizzazione) o scia/autorizzazione ai sensi dell'art. 69 del tulps?