Autore Topic: Attività artigiana in casa con coworking  (Letto 113 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Mario Maccantelli

  • Administrator
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 5.188
    • Mostra profilo
    • http://www.omniavis.it/web/forum/
    • E-mail
Re:Attività artigiana in casa con coworking
« Risposta #4 il: 09 Ottobre 2020, 16:57:22 »
non sono previste misure minime. Se puoi eserciatre nella civile abitazione occorre il rispetto dei parametri della civile abitazione

Forum del Portale Omniavis.it

Re:Attività artigiana in casa con coworking
« Risposta #4 il: 09 Ottobre 2020, 16:57:22 »

 


Offline Alessandro Sol

  • Nuovi iscritti
  • *
  • Post: 3
  • Nuovo iscritto
    • Mostra profilo
Re:Attività artigiana in casa con coworking
« Risposta #3 il: 09 Ottobre 2020, 14:45:57 »
Grazie per la risposta @Mario Maccanteli

Quindi se ho capito bene:
1) Si, potrei aprire una P.I. artigiana in un categoria catastale A (residenziale)

2) No, non dovere segnalare SCIA, ASL e ex 46/90, se rispetto (Dlgs 81/2008 art. 67 - D.Lgs 3/4/2006, n.152 - L. 26/10/1995, n. 447)

3) nessuna risposta al riguardo o cmq non servirebbe visto che le prime due sono positive.

Giusto?


Offline Mario Maccantelli

  • Administrator
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 5.188
    • Mostra profilo
    • http://www.omniavis.it/web/forum/
    • E-mail
Re:Attività artigiana in casa con coworking
« Risposta #2 il: 08 Ottobre 2020, 21:34:01 »
la legge quadro sull'artigianato prevede espressamente che può essere usata l'abitazione dell'imprenditore come luogo di lavoro. Questo al netto di eventuali incompatibilità dovute al tipo di attività: rumore, emisisoni, ricevimento del pubblico ecc.
... L'impresa   artigiana   può   svolgersi   in   luogo   fisso,   presso   l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci o in appositi locali o in altra sede designata dal  committente  oppure  in  forma  ambulante  o  di  posteggio.  In  ogni  caso, l'imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana.

Non esiste la "licenza sanitaria". Esiste la notifica ai sensi dell'art. 67 del d.lgs. n. 81/08 ma solo alle condizioni lì previste. Esiste la "notifica sanitaria" ma solo quando l'attività ha ache fare con gli alimenti.

Per un'attività artiginale come quella che descrivi basta l'iscrizione in CCIAA, non esisto altri adempimenti verso ASL o comune.

Per le altre cose puoi sentire le soluzioni da un commercialista

Offline Alessandro Sol

  • Nuovi iscritti
  • *
  • Post: 3
  • Nuovo iscritto
    • Mostra profilo
Attività artigiana in casa con coworking
« Risposta #1 il: 04 Ottobre 2020, 22:22:06 »
Salve a tutti,

Il mio problema (come altri, ma tanti altri che ho visto) è quello di volere aprire una attività artigianale MA IN CASA, i vari commercialisti con cui mi sono confrontato mi hanno risposto che NON si può fare e quindi mi sono rivolto ad internet e le risposte convogliano in un NI.

Sono venti anni che sono nel campo della pelletteria con una società insieme ai miei fratelli, un mestiere (un arte) che ci ha tramandato nostro padre a sua volta 50 anni di esperienza, mi ritengo fortunato perché è un lavoro che mi piace e quindi è anche un mio Hobby, nel tempo libero mi metto a creare oggetti artistici o vere piccole produzioni in serie, con il passare del tempo ho visto che è un attività che riscontra interesse e vorrei parallelamente mettermi in proprio e far diventare professionale il mio Hobby.
A differenza dell'azienda di famiglia tutto quello che creo è facilmente realizzabile a casa in una stanza (mansarda) di neanche 20mq, con accesso indipendente e senza accesso al pubblico. Ho un banco di lavoro con attrezzi a mano o a manovella (senza elettricità) e al massimo una macchina da cucire elettrica a 220volt. Non ci sono scarti di produzione rilevanti e inquinanti, non emetto rumori né vibrazioni che vanno contro le normative ne tanto meno uso colle che superano livelli di legge.
Per quello che riguarda i contributi dell'Inps paga la ditta in cui lavoro.......l'affitto di casa lo pago già (e lo spazio dedicato e' meno del 25%), sicuramente (cosa da controllare) l'impianto elettrico è a norma, ci sarebbe da pagare solo la SCIA (ma neanche quella visto che rispettando le normative di sopra anche i ciabattini o sartorie possono non presentarla) e la licenza sanitaria (e neache in base al Dlgs 81/2008 art. 67) ?
Quindi PERCHÉ MAI non posso aprire una partita IVA come artigiano in casa mia?

Dopo vari studi, considerazioni e rinunce vi dico l'escamotage a cui ho pensato (spero legale o almeno rasente)
1) Aprire partita IVA Con codice ATECO come artigiano e (se necessario) come venditore On-line
2) segnalare alla CCIAA la sede legale nella mia abitazione e quella operativa itinerante (o non segnarla)
3) fare un contratto di CO-Working con la mia azienda (dove già lavoro) o tranquillamente con altre ditte amiche che conosco in modo da poter sfruttare anche i loro macchinari se ci fosse bisogno.

Le domande a cui vorrei una risposta sono:
1) Sicuro un attività produttiva  può svolgersi in un abitazione o cmq in una categoria catastale A?
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=9074.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=22023.msg41773#msg41773
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=36038.msg68530#msg68530
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=16951.0

2) Posso iscrivermi come artigiano itinerante di quella categoria e quindi non segnare la sede operativa evitando di presentare SCIA, licenza sanitaria e il Certificato di conformità per l'impianto elettrico?
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=48456.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=34354.0

3) i contratti di CO-Working per lavori artigianali sono possibili e possono togliere da responsabilità i titolari delle aziende per quello che riguarda le assicurazioni, infortuni, INAIL e quanto altro?
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=49048.msg96681#msg96681

Quindi dalle varie letture posso dedurre solo che in linea di massima sarebbe meglio domandare al comune di residenza.

Mi domando (e lascia il tempo che trova questo sfogo), perché mai devo perdere il mio tempo ad escogitare un modo legale per poter fare quello che mi serve con il massimo risparmio? Perché in questo momento di crisi (dove chi può sta lavorando a casa) lo stato non cambia le carte in tavola e ci snellisce quelle procedure burocratiche? Perché devo sentirmi COSTRETTO a fare movimenti illegali quando invece VOGLIO  pagare le tasse e stare tranquillo?!

Vi ringrazio tanto se riuscirete a disdricare questo problema che come me attanaglia molte persone e realtà diverse.
« Ultima modifica: 09 Ottobre 2020, 14:46:58 da Alessandro Sol »