Autore Topic: L. 134/2012 - conversione del D.L. "misure per la crescita del Paese"  (Letto 3690 volte)

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L. 134/2012 - conversione del D.L. "misure per la crescita del Paese"

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83   
Testo del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (in supplemento ordinario n. 129/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 147 del 26 giugno 2012), coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese.». (12A08941) (GU n. 187 del 11-8-2012  - Suppl. Ordinario n.171)
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Art. 13 - SEMPLIFICAZIONI in EDILIZIA
« Risposta #1 il: Agosto 12, 2012, 09:12:23 pm »
Art. 13 Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l'esercizio dell'attivita' edilizia
 
  (( 01. All'articolo 2, comma 9-bis, della legge 7 agosto  1990,  n.
241, sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  «Per  ciascun
procedimento, sul sito internet istituzionale dell'amministrazione e'
pubblicata, in formato tabellare  e  con  collegamento  ben  visibile
nella home page, l'indicazione del soggetto a cui  e'  attribuito  il
potere sostituivo e a cui l'interessato puo' rivolgersi  ai  sensi  e
per gli effetti del comma 9-ter. Tale soggetto, in caso  di  ritardo,
comunica senza indugio il nominativo del responsabile, ai fini  della
valutazione dell'avvio  del  procedimento  disciplinare,  secondo  le
disposizioni del  proprio  ordinamento  e  dei  contratti  collettivi
nazionali  di  lavoro,  e,  in  caso  di  mancata  ottemperanza  alle
disposizioni   del   presente   comma,   assume   la   sua   medesima
responsabilita' oltre a quella propria». ))
  1. All'articolo 19 della legge 7  agosto  1990  n.  241,  il  terzo
periodo del comma 1 e' sostituito dal seguente: «Nei casi in  cui  la
normativa vigente prevede l'acquisizione di atti o pareri di organi o
enti appositi, ovvero l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono
comunque  sostituiti   dalle   autocertificazioni,   attestazioni   e
asseverazioni o certificazioni di cui al  presente  comma,  salve  le
verifiche   successive   degli   organi   e   delle   amministrazioni
competenti.».
  2. (( Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in  materia  edilizia,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e  successive  modificazioni,  sono
apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 5:
  1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
  «1-bis. Lo sportello unico per l'edilizia costituisce l'unico punto
di accesso per il privato interessato in relazione a tutte le vicende
amministrative  riguardanti  il  titolo  abilitativo  e  l'intervento
edilizio oggetto dello stesso, che fornisce una  risposta  tempestiva
in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni,  comunque  coinvolte.
Acquisisce  altresi'  presso  le  amministrazioni  competenti,  anche
mediante conferenza di servizi ai sensi degli  articoli  14,  14-bis,
14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni, gli atti di assenso,  comunque  denominati,
delle    amministrazioni    preposte    alla    tutela    ambientale,
paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico  o  alla
tutela della salute e  della  pubblica  incolumita'.  Resta  comunque
ferma la competenza dello sportello unico per le attivita' produttive
definita dal regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 160.
  1-ter.   Le   comunicazioni   al   richiedente    sono    trasmesse
esclusivamente dallo sportello unico per l'edilizia; gli altri uffici
comunali e le amministrazioni pubbliche diverse dal comune, che  sono
interessati al procedimento, non possono trasmettere  al  richiedente
atti autorizzatori, nulla osta, pareri o atti di  consenso,  anche  a
contenuto negativo, comunque denominati e sono tenuti  a  trasmettere
immediatamente allo sportello unico per  l'edilizia  le  denunce,  le
domande, le segnalazioni,  gli  atti  e  la  documentazione  ad  esse
eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente»;
  2) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
  «3. Ai fini del rilascio del permesso di  costruire,  lo  sportello
unico per l'edilizia acquisisce direttamente o tramite conferenza  di
servizi ai sensi degli  articoli  14,  14-bis,  14-ter,  14-quater  e
14-quinquies  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni, gli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai
fini della realizzazione dell'intervento edilizio. Nel novero di tali
assensi rientrano, in particolare:
  a) il parere della azienda sanitaria locale (ASL), nel caso in  cui
non  possa  essere  sostituito  da   una   dichiarazione   ai   sensi
dell'articolo 20, comma 1;
  b) il parere dei vigili del fuoco, ove  necessario,  in  ordine  al
rispetto della normativa antincendio;
  c) le autorizzazioni e le  certificazioni  del  competente  ufficio
tecnico della regione, per le costruzioni in  zone  sismiche  di  cui
agli articoli 61, 62 e 94;
  d) l'assenso dell'amministrazione militare per le costruzioni nelle
zone di salvaguardia contigue ad opere di  difesa  dello  Stato  o  a
stabilimenti  militari,  di   cui   all'articolo   333   del   codice
dell'ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo  15  marzo
2010, n. 66;
  e) l'autorizzazione del direttore della circoscrizione doganale  in
caso di costruzione, spostamento e modifica di edifici nelle zone  di
salvaguardia  in  prossimita'  della  linea  doganale  e   nel   mare
territoriale, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 19 del decreto
legislativo 8 novembre 1990, n. 374;
  f) l'autorizzazione dell'autorita' competente per le costruzioni su
terreni confinanti con il demanio  marittimo,  ai  sensi  e  per  gli
effetti dell'articolo 55 del codice della navigazione;
  g) gli atti di  assenso,  comunque  denominati,  previsti  per  gli
interventi edilizi su immobili vincolati ai sensi del codice dei beni
culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22  gennaio
2004, n. 42, fermo restando che,  in  caso  di  dissenso  manifestato
dall'amministrazione preposta alla  tutela  dei  beni  culturali,  si
procede ai sensi del medesimo codice;
  h) il parere vincolante della Commissione per  la  salvaguardia  di
Venezia, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 6  della  legge  16
aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, salvi i casi in  cui
vi  sia  stato  l'adeguamento  al   piano   comprensoriale   previsto
dall'articolo 5 della stessa legge, per  l'attivita'  edilizia  nella
laguna veneta nonche' nel territorio dei centri storici di Chioggia e
di Sottomarina e nelle isole di Pellestrina, Lido e Sant'Erasmo;
  i) il parere dell'autorita' competente  in  materia  di  assetti  e
vincoli idrogeologici;
  l) gli assensi in materia di servitu' viarie, ferroviarie, portuali
e aeroportuali;
  m) il nulla osta dell'autorita' competente ai  sensi  dell'articolo
13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, in materia di  aree  naturali
protette.»;
  3) il comma 4 e' abrogato;
  b) al capo I del titolo  II,  dopo  l'articolo  9  e'  aggiunto  il
seguente:
  «Art. 9-bis (Documentazione amministrativa). -  1.  Ai  fini  della
presentazione, del rilascio o della formazione dei titoli abilitativi
previsti dal presente testo unico, le amministrazioni sono tenute  ad
acquisire d'ufficio i documenti, le informazioni e i  dati,  compresi
quelli   catastali,   che   siano   in   possesso   delle   pubbliche
amministrazioni  e  non  possono  richiedere  attestazioni,  comunque
denominate, o perizie sulla veridicita' e sull'autenticita'  di  tali
documenti, informazioni e dati»;
  c) all'articolo 13, comma 1, le  parole:  «del  competente  ufficio
comunale» sono sostituite dalle seguenti: «dello sportello unico»;
  d) all'articolo 20:
  1)  al  comma  1,  le  parole:  «dal  regolamento  edilizio»   sono
soppresse;
  2) al comma 3, le parole: «commi  3  e  4»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «comma 3» e le parole: «, sempre che gli stessi  non  siano
gia' stati allegati alla domanda del richiedente» sono soppresse;
  3) dopo il comma 5 e' inserito il seguente:
  «5-bis. Se entro il termine di cui al comma 3 non sono  intervenute
le  intese,  i  concerti,  i  nulla  osta  o  gli  assensi,  comunque
denominati, delle altre amministrazioni pubbliche, o  e'  intervenuto
il dissenso di una o piu' amministrazioni interpellate, qualora  tale
dissenso   non   risulti   fondato   sull'assoluta   incompatibilita'
dell'intervento, il responsabile  dello  sportello  unico  indice  la
conferenza di servizi ai sensi degli articoli  14  e  seguenti  della
legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive  modificazioni.   Le
amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire
alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di  assenso,
dei quali si tiene conto ai fini dell'individuazione delle  posizioni
prevalenti  per   l'adozione   della   determinazione   motivata   di
conclusione del  procedimento,  di  cui  all'articolo  14-ter,  comma
6-bis,  della  citata  legge  n.   241   del   1990,   e   successive
modificazioni»;
  4) il comma 6 e' sostituito dal seguente:
  «6. Il provvedimento finale, che  lo  sportello  unico  provvede  a
notificare  all'interessato,  e'  adottato  dal   dirigente   o   dal
responsabile dell'ufficio, entro il termine di  trenta  giorni  dalla
proposta di cui al comma 3. Qualora  sia  indetta  la  conferenza  di
servizi  di  cui  al  comma  5-bis,  la  determinazione  motivata  di
conclusione  del  procedimento,  assunta  nei  termini  di  cui  agli
articoli da 14 a  14-ter  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
successive  modificazioni,  e',  ad  ogni  effetto,  titolo  per   la
realizzazione dell'intervento. Il termine di cui al primo periodo  e'
fissato in quaranta giorni con  la  medesima  decorrenza  qualora  il
dirigente  o  il  responsabile  del  procedimento  abbia   comunicato
all'istante i motivi che ostano all'accoglimento  della  domanda,  ai
sensi dell'articolo 10-bis della citata legge  n.  241  del  1990,  e
successive modificazioni.  Dell'avvenuto  rilascio  del  permesso  di
costruire e' data notizia al pubblico  mediante  affissione  all'albo
pretorio. Gli estremi del permesso di  costruire  sono  indicati  nel
cartello esposto presso il cantiere, secondo le  modalita'  stabilite
dal regolamento edilizio»;
  5) il comma 10 e' sostituito dal seguente:
  «10. Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia  sottoposto  ad
un vincolo la cui tutela non compete all'amministrazione comunale, il
competente  ufficio   comunale   acquisisce   il   relativo   assenso
nell'ambito della conferenza di servizi di cui  al  comma  5-bis.  In
caso di esito non favorevole, sulla domanda di permesso di  costruire
si intende formato il silenzio-rifiuto»;
  e) all'articolo 23:
  1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
  «1-bis. Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione
di atti o pareri di organi o enti appositi,  ovvero  l'esecuzione  di
verifiche  preventive,  con  la  sola  esclusione  dei  casi  in  cui
sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti
rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla
pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo,  alla  cittadinanza,
all'amministrazione  della   giustizia,   all'amministrazione   delle
finanze, ivi compresi gli atti concernenti le  reti  di  acquisizione
del gettito, anche derivante dal gioco, nonche'  di  quelli  previsti
dalla normativa per le costruzioni  in  zone  sismiche  e  di  quelli
imposti dalla normativa comunitaria, essi  sono  comunque  sostituiti
dalle   autocertificazioni,   attestazioni    e    asseverazioni    o
certificazioni di tecnici abilitati  relative  alla  sussistenza  dei
requisiti e dei presupposti previsti  dalla  legge,  dagli  strumenti
urbanistici approvati  o  adottati  e  dai  regolamenti  edilizi,  da
produrre a corredo della documentazione di cui al comma 1,  salve  le
verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.
  1-ter. La denuncia, corredata delle dichiarazioni,  attestazioni  e
asseverazioni nonche' dei relativi  elaborati  tecnici,  puo'  essere
presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento,  ad
eccezione dei procedimenti per cui e' previsto  l'utilizzo  esclusivo
della modalita' telematica; in tal  caso  la  denuncia  si  considera
presentata al momento della ricezione da parte  dell'amministrazione.
Con regolamento, emanato ai sensi dell'articolo 17,  comma  2,  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, previa
intesa in sede di Conferenza unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni, si procede alla individuazione  dei  criteri  e  delle
modalita' per l'utilizzo esclusivo degli strumenti telematici ai fini
della presentazione della denuncia.»;
  2) al comma 3, alle parole: «Qualora l'immobile», sono premesse  le
seguenti:  «Nel  caso   dei   vincoli   e   delle   materie   oggetto
dell'esclusione di cui al comma 1-bis,»;
  3) al comma 4, alle parole: «Qualora l'immobile», sono premesse  le
seguenti:  «Nel  caso   dei   vincoli   e   delle   materie   oggetto
dell'esclusione di cui al comma 1-bis,».
  2-bis. Le amministrazioni comunali  sono  tenute  ad  applicare  le
disposizioni di cui al comma 2 entro sei mesi dalla data  di  entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto. ))
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Art. 13 bis - nuove norme su EDILIZIA LIBERA
« Risposta #2 il: Agosto 12, 2012, 09:13:28 pm »
(( Art. 13 bis Modifiche all'articolo 6 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
 
  1. All'articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative  e
regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e  successive  modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 2, dopo la lettera e) e' aggiunta la seguente:
  «e-bis) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie
coperta dei fabbricati adibiti  ad  esercizio  d'impresa,  ovvero  le
modifiche della destinazione d'uso dei locali  adibiti  ad  esercizio
d'impresa»;
  b) il comma 3 e' abrogato;
  c) il comma 4 e' sostituito dal seguente:
  «4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a)  ed
e-bis), l'interessato, unitamente alla comunicazione  di  inizio  dei
lavori, trasmette all'amministrazione comunale i dati  identificativi
dell'impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei  lavori
e una relazione tecnica provvista di data  certa  e  corredata  degli
opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato,  il
quale dichiara preliminarmente di non avere  rapporti  di  dipendenza
con l'impresa ne' con il committente e che assevera, sotto la propria
responsabilita',  che  i  lavori   sono   conformi   agli   strumenti
urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi
la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo
abilitativo. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera
e-bis), sono trasmesse  le  dichiarazioni  di  conformita'  da  parte
dell'Agenzia per le imprese di cui all'articolo 38, comma 3,  lettera
c), del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,  relative  alla
sussistenza dei requisiti  e  dei  presupposti  di  cui  al  presente
comma». ))
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Art. 17 quinquies - Edilizia e e diritto ai punti di ricarica
« Risposta #3 il: Agosto 12, 2012, 09:14:54 pm »
(( Art. 17 quinquies Semplificazione dell'attivita' edilizia e diritto ai punti di ricarica
 
  1. Al comma 2 dell'articolo 4 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,  sono  premessi  i
seguenti:
  «1-ter. Entro il 1º giugno 2014, i comuni adeguano  il  regolamento
di cui al comma 1 prevedendo, con decorrenza dalla medesima data, che
ai  fini  del  conseguimento  del  titolo  abilitativo  edilizio  sia
obbligatoriamente prevista, per gli edifici di nuova  costruzione  ad
uso diverso da quello residenziale con superficie utile  superiore  a
500 metri quadrati e per i relativi  interventi  di  ristrutturazione
edilizia,  l'installazione  di  infrastrutture  elettriche   per   la
ricarica dei veicoli  idonee  a  permettere  la  connessione  di  una
vettura da ciascuno spazio a  parcheggio  coperto  o  scoperto  e  da
ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no,  in  conformita'
alle disposizioni  edilizie  di  dettaglio  fissate  nel  regolamento
stesso.
  1-quater. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1-ter  del
presente articolo, le  regioni  applicano,  in  relazione  ai  titoli
abilitativi  edilizi  difformi  da  quanto  ivi  previsto,  i  poteri
inibitori  e  di  annullamento  stabiliti  nelle   rispettive   leggi
regionali o,  in  difetto  di  queste  ultime,  provvedono  ai  sensi
dell'articolo 39.
  1-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 1-tere 1-quater non si
applicano  agli  immobili   di   proprieta'   delle   amministrazioni
pubbliche».
  2. Fatto salvo il  regime  di  cui  all'articolo  1102  del  codice
civile, le opere edilizie per l'installazione delle infrastrutture di
ricarica  elettrica  dei  veicoli  in  edifici  in  condominio   sono
approvate  dall'assemblea  di  condominio,  in  prima  o  in  seconda
convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo
comma, del codice civile.
  3. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non  assuma
entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto,  le  deliberazioni
di cui al comma  2,  il  condomino  interessato  puo'  installare,  a
proprie spese, i dispositivi di cui al citato  comma  2,  secondo  le
modalita' ivi previste. Resta fermo quanto  disposto  dagli  articoli
1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile. ))
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Art. 17 sexies - Libere infrastrutture per la ricarica dei VEICOLI ELETTRICI
« Risposta #4 il: Agosto 12, 2012, 09:15:56 pm »
(( Art. 17 sexies Disposizioni in materia urbanistica
 
  1. Le infrastrutture, anche private, destinate  alla  ricarica  dei
veicoli  alimentati  ad  energia  elettrica  costituiscono  opere  di
urbanizzazione primaria realizzabili in tutto il territorio comunale.
  2. Le leggi regionali stabiliscono contenuti, modalita'  e  termini
temporali tassativi affinche' gli strumenti urbanistici generali e di
programmazione territoriale comunali e sovracomunali  siano  adeguati
con la previsione di uno standard minimo  di  dotazione  di  impianti
pubblici di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica e in
coerenza con il Piano nazionale di cui all'articolo 17-septies.
  3. Le  leggi  regionali  prevedono,  altresi',  che  gli  strumenti
urbanistici e di programmazione siano adeguati con la  previsione  di
uno standard minimo di dotazione di impianti di ricarica dei  veicoli
alimentati ad energia elettrica ad uso  collettivo  a  corredo  delle
attivita' commerciali, terziarie e produttive di nuovo  insediamento.
))
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Art. 24 bis - Regolamentazione dei CALL CENTER
« Risposta #5 il: Agosto 12, 2012, 09:17:45 pm »
(( Art. 24 bis Misure a sostegno della tutela dei dati  personali,  della  sicurezza nazionale, della concorrenza  e  dell'occupazione  nelle  attivita' svolte da call center
 
  1. Le misure del presente  articolo  si  applicano  alle  attivita'
svolte da call center con almeno venti dipendenti.
  2. Qualora un'azienda decida di spostare l'attivita' di call center
fuori dal  territorio  nazionale  deve  darne  comunicazione,  almeno
centoventi giorni prima del trasferimento, al Ministero del lavoro  e
delle politiche sociali indicando  i  lavoratori  coinvolti.  Inoltre
deve darne comunicazione all'Autorita' garante per la protezione  dei
dati personali,  indicando  quali  misure  vengono  adottate  per  il
rispetto della legislazione nazionale, in particolare del  codice  in
materia  di  protezione  dei  dati  personali,  di  cui  al   decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e del registro delle opposizioni.
Analoga informativa deve essere fornita dalle aziende che  gia'  oggi
operano in Paesi esteri.
  3. In attesa di procedere  alla  ridefinizione  del  sistema  degli
incentivi all'occupazione nel settore dei  call  center,  i  benefici
previsti dalla legge 29 dicembre 1990, n.  407,  non  possono  essere
erogati ad aziende che delocalizzano attivita' in Paesi esteri.
  4. Quando un cittadino effettua una chiamata ad un call center deve
essere informato preliminarmente sul Paese estero in cui  l'operatore
con cui parla e' fisicamente collocato  e  deve,  al  fine  di  poter
essere garantito rispetto alla protezione dei  suoi  dati  personali,
poter scegliere  che  il  servizio  richiesto  sia  reso  tramite  un
operatore collocato nel territorio nazionale.
  5. Quando un cittadino e' destinatario di una chiamata da  un  call
center deve essere preliminarmente informato sul Paese estero in  cui
l'operatore e' fisicamente collocato.
  6. Il mancato  rispetto  delle  disposizioni  di  cui  al  presente
articolo comporta la sanzione  amministrativa  pecuniaria  di  10.000
euro per ogni giornata di violazione.
  7. All'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo  10  settembre
2003,  n.  276,  e  successive   modificazioni,   dopo   le   parole:
«rappresentanti di commercio» sono inserite le seguenti:  «,  nonche'
delle attivita' di vendita diretta di beni e  di  servizi  realizzate
attraverso  call  center  "outbound"  per  le  quali  il  ricorso  ai
contratti di collaborazione a progetto e' consentito sulla  base  del
corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva  nazionale  di
riferimento,». ))
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