Autore Topic: Associazioni Sportive Dilettantistiche ed iscrizione al RUNTS  (Letto 115 volte)

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Offline Giulia Gaudino

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Associazioni Sportive Dilettantistiche ed iscrizione al RUNTS
« Risposta #1 il: 07 Aprile 2021, 09:17:18 »
Compatibilit? tra Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e Associazioni di Promozione Sociale (APS)
Le ASD e le APS pur essendo figlie di discipline diverse, la prima della 289/2002 e la seconda del D.Lgs. 117/17, e legate a due scelte differenti, non sono figure opposte.
In questo periodo di attuazione del Codice del Terzo Settore, tuttavia occorre fare qualche chiarimento:
le ASD non sono obbligate ad iscriversi al RUNTS,
le ASD non sono automaticamente un ETS/APS;
nel caso in cui una ASD come nel caso nelle Polisportive sia iscritta anche al Registro Territorialmente competente come APS trasmigrer? nel RUNTS quando sar? operativo;
la qualifica di ASD non ? alternativa a quella di APS;
una APS sportiva non ? per forza una ASD.
Vi sono quindi diverse casistiche, che vanno analizzate e strutturate sulla base delle caratteristiche e delle esigenze delle singole associazioni.
Non si deve inoltre fare confusione tra iscrizione al RUNTS e iscrizione al Registro tenuto dal CONI, il primo consente alla ASD di divenire ente del terzo settore, mentre il secondo ? fondamentale per accedere alle disposizioni fiscali contenute nell?art. 90 della legge 289/2002.
Valutiamo i vantaggi che una ASD pu? trarre dall?iscrizione al RUNTS
Una ASD che decide di entrare a far parte del terzo settore vi entra come APS sportiva, sempre mantenendo anche la sua prima dizione, e assumendone due in contemporanea. Tale cumulabilit? ? stata affrontata anche nella circolare 18/2018 dell?Agenzia delle Entrate.
Essere APS sportiva permette di avere una serie di agevolazioni e semplificazioni quali ad esempio:
acquisire la personalit? giuridica con la mera iscrizione al RUNTS ai sensi dell?art. 22 del CTS;
una sicura cooperazione e coinvolgimento con le amministrazioni pubbliche ai sensi dell?art. 55 del CTS;
ottenere un?agevolazione all?accesso al credito ai sensi dell?art. 67 del CTS;
beneficiare del social bonus come da art. 81 del CTS;
avvalersi del regime agevolato di tassazione previsto per le APS.
Queste sono ovviamente alcune delle possibilit? che l?accesso al terzo settore potrebbe far ricadere sulle ASD, vi sono anche dei punti critici.
Gli svantaggi che una ASD avr? dall?Iscrizione al RUNTS
l?impossibilit? applicativa della legge 398/91, ad oggi invece ancora applicabile per le ASD che restano al di fuori del terzo settore;
l?inapplicabilit? degli art. 143, comma 3, dell?art. 144 comma 2,5 e 6 oltre che degli articoli 148 e 149 del TUIR, i quali prevedono la decommercializzazione di alcuni proventi derivanti da corrispettivi specifici, e le casistiche relative alla perdita della qualifica di ente non commerciale.
L?impossibilit? per i volontari di percepire i rimborsi forfettari.
Rimangono invece invariate:
la disciplina fiscale che prevede l?esenzione dal reddito imponibile dei compensi sportivi fino a 10.000 euro per periodo d?imposta;
la deducibilit? ex art. 90, comma 8, legge 289/2002 delle sponsorizzazioni fino a 200.000 euro.
Alla luce di quanto sopra esposto ? chiaro che la scelta per le ASD di aderire al Codice del Terzo Settore e divenire un ETS ? pi? difficile, rispetto alle altre tipologie associative.