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Topics - Colantonio Gabriele

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« il: 23 Marzo 2021, 12:59:56 »
Buongiorno Vi chiedo se Secondo voi può andare bene questa risposta ad una domanda di prima prova scritta concernente la materia dell' anticorruzione e trasparenza alla luce delle riforme apportate dalla 190 del 2012.

La materia dell'anticorruzione e della Trasparenza rappresentata uno degli elementi fondamentali del diritto pubblico e amministrativo.
Infatti all'articolo 97 della Costituzione si prevede che l'attività amministrativa sia svolta nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento.
Tali principi sono stati recepiti dalla normativa di settore in particolare all'articolo 1 della Legge 241 del 90 e dalla decreto legislativo 33 del 2013 in materia di trasparenza. Contributo ulteriore è stato dato dalla legge 190 del 2012 la quale ha previsto una commissione per la valutazione della trasparenza e l'anticorruzione, la vecchia CIVIT, che attualmente a livello nazionale opera attraverso L'ANAC, ovvero l'autorità nazionale Anticorruzione.
Tra i vari compiti dell'ANAC, oltre ad analizzare le cause e fattori della CORRUZIONE, individuando e ricercando le strategie migliori per prevenire i fenomeni corruttivi, vi è quello di redarre il piano Nazionale Anticorruzione. Tale Piano viene poi predisposto anche a livello locale e prende il nome di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.
L'approvazione di tale Piano √® rimessa alla Giunta comunale, attraverso delibera,  entro il 31 gennaio di ogni anno, e ovviamente prende spunto dal Piano Nazionale Anticorruzione in armonia con linee guida ANAC.
Il Piano Triennale Anticorruzione viene redatto ogni  triennio ed √® aggiornato annualmente.
L'adozione compete al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e trasparenza, un soggetto individuato di norma con provvedimento sindacale, e che nei comuni minori è individuato nella persona del Segretario Comunale. Egli propone il Piano triennale o PTPCT ed è preposto alla sua corretta applicazione.
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza segnala all‚Äôorgano di indirizzo, agli OIV e all'ANAC  le disfunzioni riscontrate in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza e indica agli uffici preposti i nominativi dei dipendenti che hanno posto in essere condotte  in contrasto con il PTPCT, tra le quali, si ricordano, i mancati adempimento degli obblighi di PUBBLICAZIONE.
Effettua un controllo preventivo (ex ante) sull'attivit√† amministrativa, in particolare nelle materie dove vi √® il pi√Ļ alto rischio di corruzione Ovvero le prove concorsuali e gli appalti.
La stessa redazione del Piano Triennale anticorruzione viene effettuata tenendo conto del grado di rischio, che è particolarmente accentuato nelle materie suindicate.
In altre parole l' RPTC fa da tramite tra la pubblica amministrazione e l' ANAC.
A livello nazionale altro ruolo spetta al Dipartimento della funzione pubblica che deve coordinare le strategie di prevenzione e contrasto alla corruzione e all'illegalità promuovendo misure comuni per prevenire tali delitti e fissare la rotazione dei dirigenti per le materie ad alto rischio corruttivo.
Infine per prevenire la corruzione sono da ricordare strumenti come l'accesso civico e l'accesso civico generalizzato, individuati dalla già citata normativa della 33 del 2013, e anche il cosiddetto whistleblowing ovvero il soggetto, dipendente pubblico che segnala abusi da lui riscontrati all'interno dell'attività amministrativa. Tali segnalazioni vanno fatte perché vi è un dovere morale e giuridico a denunciare tali irregolarità, e vanno inoltrate all'ispettorato della funzione pubblica a norma dell'articolo 60 del decreto legislativo 165 del 2001.
Circa queste segnalazioni ispettorato può chiedere chiarimenti e riscontri all'amministrazione interessata la quale ha l'obbligo di rispondere entro 15 giorni.



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Buongiorno e buona domenica vi volevo chiedere ma a vostro parere il controllo disposto in costituzione all' Articolo 120 da parte del Governo nei confronti delle regioni e degli altri enti locali può essere ancora considerato un controllo sostitutivo semplice? O è a tutti gli effetti un controllo sostitutivo repressivo assimilabile In un certo qual modo all'articolo 126 della Costituzione e 141 e 142 del Tuel?

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